SENO PICCOLO: CULTURA FISICA, CHIRURGIA ESTETICA E IMPATTO PSICOLOGICO

Seno piccolo: cultura fisica, chirurgia estetica e impatto psicologico

Cultura fisica e chirurgia estetica sono concetti che, molto spesso, vanno a braccetto. Chiunque abbia deciso di rivolgere la propria attenzione alla chirurgia estetica, è anche impegnato sul fronte estetico al miglioramento della propria forma. La correlazione inversa, invece, non è sempre vera. Non è detto che chi si impegna a migliorare il proprio stato di forma attraverso la cultura fisica, voglia anche ricorrere alla chirurgia estetica. In Italia sempre più persone richiedono interventi estetici di varia natura: dalle iniezioni botuliniche o di acido ialuronico alla mastoplastica additiva o al lipofilling al seno. Tra i molti interventi richiesti quelli che riguardano il seno piccolo sono tra i più gettonati. Comportano, però, una serie di riflessioni e implicazioni piuttosto profonde e importanti che è sempre bene non trascurare mai.

Come è fatto il seno

Il seno è una struttura piuttosto complessa formata da vari elementi. È situato sulla parete toracica anteriore nella regione pettorale. Le mammelle sono formate da:

  1. tessuto adiposo
  2. tessuto ghiandolare
  3. dotti galattofori
  4. vasi sanguigni
  5. nervi
  6. dotti linfatici ricoperti dalla cute
  7. muscolo grande pettorale – situato dietro le mammelle

Ogni donna presenta forma e dimensione diverse di seno, in base a sviluppo e costituzione fisica individuale e alla composizione dei tessuti all'interno del seno. I seni possono anche essere diversi l’uno dall’altro e subiscono dei cambiamenti nel corso della vita per quanto riguarda forma e volume a causa di:

  • ciclo mestruale
  • gravidanze
  • allattamento
  • menopausa
  • variazione di peso corporeo
  • diete e alimentazione
  • trattamenti chirurgici
  • terapie farmacologiche

Al vertice di ciascuna mammella si trova il capezzolo. Si tratta di una porzione di cute corrugata da fossette e papille. All’aspetto appare come un piccolo rilievo conico o cilindrico. Può essere più io meno sporgente e pigmentato. Nel capezzolo si trovano i dotti galattofori. Attorno al capezzolo si trova l’areola mammaria, una zona di forma circolare, glabra e pigmentata caratterizzata da piccole sporgenze generate dalle sottostanti ghiandole del Montgomery

Seno piccolo e concetto di salute e benessere

Essere ossessionati dalla propria immagine, non è sinonimo di salute e benessere. Questo però non significa che interventi chirurgici mirati, attività motoria e una dieta sana ed equilibrata, non possano aiutare a migliorare il proprio stato di salute.

La grandezza, la forma e il volume del seno dipendono, in larga misura, dal tessuto adiposo e dal tessuto ghiandolare. Un ruolo molto importante lo gioca anche il grado di elasticità della pelle, per la quale diventa di fondamentale importanza utilizzare creme idratanti, lozioni e body milk di ottima qualità. Infatti, una pelle disidratata risulta essere maggiormente stressata e malnutrita. Una condizione che incentiva e favorisce alla caduta delle mammelle. Una situazione che, a lungo andare, non può che ripercuotersi negativamente sull’aspetto estetico.

Esistono svariati approcci al problema. Molte donne optano, ad esempio, per reggiseno push-up, pesciolini e altri semplicissimi rimedi. Altre ancora, invece, preferiscono un metodo più pratico che segua la filosofia della cultura fisica.

Come aumentare il seno con la cultura fisica

Abbiamo visto che l’elasticità della pelle del seno è un fattore molto importante per chi vuole garantire un impatto estetico gradevole delle mammelle. È possibile intervenire sull’elasticità attraverso creme e pomate idratanti, adottando uno stile di vita sano, correttamente equilibrato tra dieta e attività fisica.

Invece, per quanto riguarda il tessuto ghiandolare non è possibile fare nulla. Il suo sviluppo, infatti, dipende dalla genetica ed è sensibile esclusivamente ai mediatori ormonali. L’aumento del seno e il suo modellamento, però, è possibile anche attraverso la lavorazione del tessuto adiposo e interventi sul muscolo del gran pettorale. L’attività motoria è in grado di far raggiungere ottimi risultati, in termini di dimensione e volume, ma ci sono comunque molte limitazioni. L’attività fisica auspica un aumento ponderale. I veri risultati, però si ottengono, esclusivamente con interventi di chirurgia estetica che possono andare a volumizzare realmente il tessuto adiposo.

Il seno si trova sul muscolo gran pettorale. In molti sono portati a credere che lavorando la muscolatura sottostante, è possibile assistere a un aumento del volume delle mammelle. La realtà è ben diversa. L’aumento del gran pettorale può portare, in alcuni casi, a un’alterazione della forma del petto. Forma che, a tutti gli effetti, potrebbe addirittura far apparire un seno piccolo ancora più piccolo di quello che è. In altre parole, la cultura fisica, da sola, non è in grado, o comunque non è sufficiente, a far aumentare seno, mammelle e tessuto adiposo delle stesse. Da non dimenticare, comunque, l’importanza fondamentale dell’attività fisica, che non può che giovare, in linea generale, alla salute e al benessere dell’intero organismo.

Seni piccoli: rassodare ed elevare

I seni piccoli possono essere sodi, ma, talvolta, anche rilassati. Chi desidera ottenere un “rassodamento” del proprio seno, deve essere conscio che i risultati ottenibili con l’attività fisica, sono sempre molto graduali. La tonificazione richiede tempo, perché l’epidermide lo richiede per adattarsi alla nuova conformazione.

Per quanto, molte volte, rassodare il seno e alzare il seno siano operazioni lente che richiedono tempo, impegno e fatica, i risultati sono a portata di tutti (o quasi). L’importante è procedere sempre con prudenza per evitare di trovarsi, alla fine, con seni piccoli, ma con pelle cadente.

Come aumentare il seno con la chirurgia estetica

Dimensione, volume e forma del seno si adatta alla propria soggettiva visione di estetica. Il concetto di “perfezione” e “ideale” è soggettivo, personale. Nonostante questa affermazione piuttosto insindacabile, è anche vero che le proporzioni svolgono comunque un ruolo decisivo, sul giudizio finale.

In altre parole, un seno piccolo su una corporatura esile e longilinea, ha un impatto visivo ben diverso rispetto a quello di un seno dalle dimensioni ridotte su fisici robusti e brevilinei. Oggettivamente è possibile affermare che le dimensioni e il volume di un seno sono direttamente proporzionali ai diametri corporei. Quasi universalmente, però, la società è portata a ritenere un seno piccolo, un difetto estetico che, per ragioni sociali e psicologiche, potrebbe, qualche volta, incidere negativamente sull’equilibrio emotivo di molti soggetti.

La cultura fisica, da sola, non riesce a correggere il problema. Solo un intervento di chirurgia estetica potrebbe farlo realmente. Per questo motivo, molte donne, oggi, ricorrono alla pratica della mastoplastica additiva. Conosciuta anche come plastica al seno o silicone al seno, la mastoplastica additiva è un’operazione che solo il soggetto interessato può effettivamente decidere di fare. La decisione è solitamente presa in relazione alla percezione del “difetto” stesso da parte del soggetto. Solo dopo che una donna ha deciso di sottoporsi all’intervento, potrà parlarne con il chirurgo, con il quale si confronterà in un colloquio pre operatorio.

Piccoli seni e mastoplastica additiva

Per quanto la mastoplastica additiva sia diventata piuttosto comune come intervento, rimane pur sempre un’operazione delicata e invasiva. Prima dell’intervento vero e proprio, medico e paziente discutono e si confrontano sull’operazione. Il chirurgo mostra anche delle foto e delle simulazioni al computer per far vedere il risultato finale post intervento. Essendo un’operazione che modifica sostanzialmente l’aspetto fisico, è giusto avere ben chiaro i risultati ottenibili.

L’intervento estetico per l’aumento del seno si svolge solitamente in day hospital e dura tra i 45 e i 60 minuti. La sedazione è generale. Le protesi al silicone sono inserite sotto la ghiandola mammaria, oppure sotto il muscolo e la fascia pettorale. Le protesi sono fatte scivolare all’interno del tessuto attraverso delle minuscoli incisioni realizzate sotto l’areola del capezzolo (o nel cavo ascellare, a seconda dei casi).

Diverse le forme ottenibili, che differiscono a seconda della protesi utilizzata. Tra le più diffuse ci sono le protesi:

  • Tonde – si adattano perfettamente a seni cadenti, oppure a seni di forma armonica. Sono perfettamente simmetriche e il loro impianto è piuttosto facile.
  • Ergonomiche – si tratta di protesi in gel con parametri di coesività e densità diversi. Ottimo compromesso tra protesi tonde e protesi a goccia. Presentano notevoli vantaggi.
  • A goccia, di forma anatomica – Si trovano in tre diverse dimensioni. Richiedono molta precisione d’inserimento e posizionamento. Sono ideali per tutte coloro che desiderano ottenere un aumento seno con un effetto del tutto naturale.

Donne, seno piccolo e post intervento

In seguito alla mastoplastica additiva la paziente è tenuta sotto osservazione almeno un giorno. Alla scadenza di questo termine è dimessa e libera di tornare tranquillamente alle proprie attività quotidiane. Di norma è sottoposta a una terapia farmacologica a base di antibiotici, per almeno una settimana di tempo.

I punti di sutura si sciolgono da soli. Solo in alcuni casi (ed è sempre e solo il chirurgo a deciderlo) il medico potrebbe decidere di rimuoverli manualmente dopo circa 7 giorni. Per tutta la durata di un mese, successivo all’operazione, la paziente deve tenere il seno fasciato e portare un reggiseno compressivo.

Per lo stesso lasso di tempo è importante evitare sforzi fisici e astenersi da svolgere attività fisica impegnativa e pesante. Il rischio è quello d’incorrere nello sviluppo di complicazioni come, ad esempio, l’ipertrofia capsulare. L’organismo rileva e percepisce le protesi come un corpo estraneo e, per i trenta giorni successivi all’inserimento, crea una sorta di capsula protettiva attorno al silicone. In alcuni rarissimi casi la condizione degenera nell’ipertrofia capsulare che porta alla necessità di ripetere l’intervento chirurgico.

Donne con seno piccolo: l’impatto psicologico

Il seno non è solamente un componente anatomico del corpo. Rappresenta un organo simbolico con diversi significati: accoglienza, nutrimento, calore materno, sessualità, bellezza, arte, ecc…Si tratta di molteplici aspetti che sono, nel corso del tempo, influenzati positivamente, o negativamente, dalla cultura, dall’ambiente sociale e dall’impatto psicologico. Sono capaci di suggestionare e condizionare la donna nei propri rapporti, con gli altri e con se stessa.

Avere un seno piccolo, piuttosto che un seno grande, non è la stessa cosa dal punto di vista psicologico. Questo soprattutto durante le fasi di sviluppo fisico e psichico. Significa che avere un seno piccolo non è detto che porti la donna ad avere complessi d’inferiorità. Allo stesso modo significa anche che possedere un seno grande non è sempre accolto bene da una ragazza.

Le donne tendono ad accettare il proprio seno, allo stesso modo in cui accettano i tratti del proprio viso. Da un punto di vista psicologico, l’accettazione dipende anche dai primissimi rapporti con la propria famiglia, le esperienze avute con la madre (durante l’allattamento) e gli sguardi ricevuti dal padre. Crescendo, le ragazze potranno avere un buon rapporto con il proprio corpo, compreso il seno che cresce, se durante l’infanzia, hanno percepito come esperienze buone e positive le primissime esperienze vissute con madre e padre. Dalle sensazioni positive scaturite dalle cure materne ricevute durante l’infanzia, le ragazze in pubertà, saranno condizionate positivamente nel rapporto con seno e sviluppo del corpo.

Lo stesso vale per il rapporto con il padre. Durante l’adolescenza se la figura paterna interviene in senso positivo, riuscendo a trasmettere alla prole femminile messaggi positivi nei confronti della propria immagine corporea, le ragazze vivranno con maggiore serenità la propria maturazione.

Seno piccolo e depressione

Molte donne non hanno un buon rapporto con il proprio aspetto fisico e in particolare con le dimensioni del seno. Alcune vorrebbero ingrandirlo, attraverso una mastoplastica additiva, alcune invece vorrebbero diminuirne le dimensioni, attraverso una mastoplastica riduttiva. Altre ancora, infine, desiderano risollevarlo, perché cadente ed esteticamente non gradevole. Ricorrono allora alla tecnica chirurgica conosciuta come mastopessi.

Le donne che si trovano a non accettare l’aspetto, la forma, il volume, la posizione o la dimensione del proprio seno, potrebbero non vivere molto bene tale condizione. Una condizione di disagio protratta nel tempo potrebbe sfociare anche in una situazione di depressione e malessere psico-fisico.

Ma è comunque sempre possibile risolvere il problema. Prima di tutto lavorando su se stessi e sulla percezione del proprio aspetto. Un lavoro che richiede tempo e impegno. I risultati si vedono gradualmente e la maturazione psicologica va di pari passo alla crescita personale. Una volta che la mente è in pace con se stessa è sempre possibile ricorrere al bisturi e alla chirurgia estetica. Quando il bisogno di un intervento medico non risponde più a una esigenza di appagamento prettamente psicologico, allora la medicina estetica ha senso e può essere attuata con sicurezza e consapevolezza. Solo a quel punto l’immagine di se stessi è coerente con la femminilità a cui le donne aspirano e la capacità psicologica di sostenerla pienamente. 

Contenuti originali Chirurgia Plastica Estetica a cura del Prof Mario Dini

Articolo scritto dal Professor Mario Dini medico chirurgo Laureato all'Università degli Studi di Firenze e specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso l'Università degli Studi di Catania. Abilitato alla professione medica sia in Italia che negli U.S.A. e in Canada (Usmle). Già Primario del Reparto Universitario-Ospedaliero di Chirurgia Plastica del Centro Traumatologico Ortopedico (CTO) dell'Azienda Ospedaliera di Careggi e Professore Associato della Cattedra di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica dell'Università degli Studi di Firenze. Mario Dini ha partecipato a tirocini e aggiornamenti presso la Thomas Jefferson University di Philadelphia, l'Università di Porto Alegre in Brasile e l'Università di Parigi. Il Prof. Mario Dini ha all'attivo oltre 12000 interventi chirurgici e autore di oltre 160 pubblicazioni.