RIDUZIONE DELLE CICATRICI

articolo scritto dal Prof. Mario Dini e aggiornato in data 30/11/-1

CHE COS'È UNA CICATRICE?

La cicatrice è il tessuto che colma le ferite e le perdite di sostanza dei tessuti e degli organi. Il tessuto cicatriziale, infatti, si forma tutte le volte che si verifica un'interruzione della continuità della cute (epidermide e derma) in seguito ad un evento patologico o traumatico.

ESISTONO DIVERSI TIPI DI CICATRICI?

Esistono fondamentalmente due tipi di cicatrici patologiche: il cheloide e la cicatrice ipertrofica.

Il cheloide è una vera e propria neoformazione, spessa, arrossata, pruriginosa o dolente che ha origine da una cicatrice, ma si sviluppa sempre oltre i confini della cicatrice da cui deriva. I cheloidi si formano molto raramente, possono comparire ovunque, ma si sviluppano soprattutto a livello toracico in corrispondenza dello sterno, sui padiglioni auricolari e a livello delle spalle e sono più frequenti nella popolazione di colore.

La cicatrice ipertrofica spesso viene scambiata per un cheloide, ma a differenza di questo il tessuto cicatriziale in esubero rimane all'interno dei confini della cicatrice che si presenta arrossata e rilevata. Spesso si accompagna ad una sintomatologia pruriginosa e talvolta a dolore locale.

DA QUALI FATTORI DIPENDE LA MIGLIORE O MINORE QUALITÀ DI UNA CICATRICE?

La qualità delle cicatrici, sia che si formino per eventi traumatici che in seguito ad interventi chirurgici, dipende in larga parte dal modo in cui la cute di un soggetto tende a guarire e in misura minore dal tipo di evento che ne ha determinato la formazione e dalle precauzioni adottate durante la fase di guarigione.

Le variabili che influenzano la formazione di una cicatrice sono molteplici: in generale, i soggetti con carnagione chiara hanno maggiore probabilità di presentare cicatrici di buona qualità rispetto ai soggetti con carnagione scura (mediterranea). Inoltre in alcune regioni del corpo le cicatrici tendono per costituzione a risultare più evidenti, come ad esempio nella regione toracica, dietro le orecchie e sulle spalle.

Esistono tuttavia delle situazioni in cui la probabilità di formazione di una brutta cicatrice sono indipendenti dalle caratteristiche del soggetto, come nel caso di esiti cicatriziali da ustione di II grado profondo o di III grado o in seguito a traumi complessi.

E' POSSIBILE ELIMINARE LE CICATRICI?

A differenza di quanto comunemente si pensi, le cicatrici sono dei segni permanenti che non possono essere eliminati con nessuna tecnica chirurgica, ma soltanto migliorate.

QUALI TRATTAMENTI SI POSSONO EFFETTUARE PER MIGLIORARE LE CICATRICI?

Le cicatrici cheloidee e quelle ipertrofiche possono essere migliorate sia mediante trattamenti medici che chirurgici.

Prima di ricorrere ad un intervento chirurgico di revisione della cicatrice sono usualmente presi in considerazione tutti gli altri possibili trattamenti medici volti a migliorare l'aspetto della cicatrice, soprattutto nel caso di cicatrici poco evidenti in cui l'intervento chirurgico potrebbe dare scarsi risultati.

In ogni caso, prima di ricorrere ad un intervento di revisione della cicatrice è necessario attendere circa un anno dall'evento che ne ha determinato l'origine. Durante questo periodo, infatti, la cicatrice va incontro a numerose trasformazioni che la rendono molto evidente soprattutto nei primi 3 mesi, fino a maturare e arrivare ad una conformazione definitiva.

QUALI SONO I TRATTAMENTI MEDICI E CHIRURGICI UTILIZZATI PER CORREGGERE LE CICATRICI?

I trattamenti medici della cicatrice sono:

  • Massaggio ripetuto più volte al giorno
  • Compressione continua (ove questo risulti possibile)
  • Occlusione con fogli di gel di silicone o pomata con gel di silicone
  • Iniezione di cortisonici
  • Dermoabrasione
  • Trattamenti laser
  • Trattamenti con basse dosi di radiazioni

I trattamenti chirurgici della cicatrice consistono nella:

  • Escissione "intralesionale".
  • Escissione completa.

Il tipo di tecnica chirurgica adottata dallo specialista per migliorare le cicatrici da trattare varia a seconda del tipo di cicatrice, della sua ampiezza e dalla regione corporea interessata.

Notevoli speranze di miglioramento sono riposte in una nuova tecnica chirurgica che utilizza tessuto autologo (cellule proprie) che prende il nome di Recell.

Le opzioni chirurgiche possibili devono essere discusse esaurientemente con il paziente che deve conoscere con precisione quali possono essere le sue aspettative di miglioramento.

QUALI TRATTAMENTI CHIRURGICI SONO INDICATI PER LE CICATRICI CHELOIDEE E PER QUELLE IPERTROFICHE?

I trattamenti chirurgici delle cicatrici variano a seconda che si tratti di cicatrici cheloidee o ipertrofiche.

Il trattamento chirurgico del cheloide, a cui si giunge di solito dopo una serie di tentativi con terapia medica, prevede l'escissione cosiddetta "intralesionale" della formazione, ossia senza la sua completa asportazione. Seguendo tale tecnica è stato visto che la probabilità, comunque sempre alta, che si riformi un cheloide delle stesse dimensioni si riduce.

Il trattamento chirurgico della cicatrice ipertrofica prevede, invece, l'escissione dell'intera cicatrice. Anche in questo caso, comunque, la probabilità che si riformi una cicatrice di qualità scadente è alta, essendo le caratteristiche soggettive della cute del paziente l'elemento determinante nell'insorgenza di cicatrici patologiche.

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Fig.1 Cicatrici ipertrofiche.
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Fig.2 Programma pre-operatorio.
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Fig.3 Incisioni e plastica a Z.
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Fig.4 Risultato e cicatrici.

COME SI SVOLGE LA VISITA PRE-OPERATORIA?

Il trattamento chirurgico delle cicatrici è un intervento molto personalizzato che, come tale, necessita di un'accurata visita specialistica. Durante la prima visita il chirurgo dovrà valutare la qualità e le dimensioni della cicatrice e illustrarvi i risultati estetici che è possibile concretamente ottenere.

Il chirurgo dovrà inoltre valutare le vostre condizioni di salute per escludere la presenza di alterazioni (quali problemi di coagulazione o di cicatrizzazione, pressione alta, ecc.) che potrebbero influire sul risultato estetico dell'intervento.

Al termine della visita il chirurgo, d'accordo con voi, sceglierà la procedura chirurgica più indicata al vostro caso.

Prima dell'intervento riceverete istruzioni specifiche relative all'alimentazione pre e post-operatoria, all'assunzione di farmaci, alcool e sigarette.

CHE TIPO DI ANESTESIA VIENE PRATICATA?

L'intervento chirurgico di revisione della cicatrice viene generalmente eseguito in anestesia locale in regime di day hospital ed ha una durata variabile in relazione alla cicatrice da trattare.

QUAL È IL DECORSO POST-OPERATORIO?

Al fine di ottenere il miglior risultato possibile, è importante che dopo l'intervento chirurgico di revisione della cicatrice seguiate scrupolosamente tutte le indicazioni che il chirurgo di volta in volta vi darà.

Nel periodo postoperatorio è consigliata l'applicazione di presidi medici a livello della nuova cicatrice durante la sua fase di maturazione al fine di ridurre al minimo la possibilità della formazione di una cicatrice di cattiva qualità.

Le modalità e i tempi di tali trattamenti vi verranno illustrati dallo specialista in occasione dei controlli ambulatoriali.

La ripresa di una normale attività è strettamente dipendente dal tipo di intervento a cui sarete stati sottoposti.

Per semplici revisioni di piccole cicatrici effettuate in anestesia locale, di solito già dal giorno successivo all'intervento si possono riprendere le normali occupazioni quotidiane.

CHE TIPO DI RISULTATO SI PUÒ OTTENERE CON L'INTERVENTO DI REVISIONE DELLA CICATRICE?

Il risultato estetico varia dalla risposta del singolo paziente ed è condizionato da diversi fattori (tipo di carnagione, zona del corpo interessata, ecc.).

Il risultato è permanente e sarà definitivamente raggiunto a distanza di circa un anno dall'intervento.

RIMOZIONE DELLE CICATRICI: COSTI

Le cicatrici possono essere di varie tipologie e dimensioni e, per tale ragione, il costo dell'intervento di rimozione può essere molto variabile. Sulla base di questi parametri, il costo della rimozione delle cicatrici oscilla in un range di prezzo indicativo molto ampio, che varia dai 1.000 € ai 10.000 €. 

FAQ RIDUZIONE DELLE CICATRICI

D. Ho 23 anni. Devo sottopormi ad un intervento di asportazione di una cisti sulla schiena ma siccome ho difficoltà a cicatrizzare ho paura che possa venirmi un cheloide. Cosa mi consiglia?
R. Purtroppo la probabilità che si formi una brutta cicatrice non dipende dalla maggiore o minore abilità del chirurgo, ma dal modo in cui la cute di un soggetto tende a guarire e in misura minore dal tipo di evento che ne ha determinato la formazione e dalle precauzioni adottate durante la fase di guarigione.
Le variabili che influenzano la formazione di una cicatrice sono molte: in generale, i soggetti con carnagione chiara hanno maggiore probabilità di presentare cicatrici di buona qualità rispetto ai soggetti con carnagione scura. Inoltre in alcune regioni del corpo, come ad esempio nella regione toracica, dietro le orecchie e sulle spalle, le cicatrici tendono per costituzione a risultare più evidenti.

D. Sono una ragazza di 28 anni. Sullo sterno mi si era formata una piccola cicatrice che a distanza di qualche tempo è diventata gonfia e sporgente e assolutamente antiestetica. E' possibile eliminarla con il ricorso alla chirurgia plastica?
R. Le cicatrici sono dei segni permanenti che non possono essere eliminati con nessuna tecnica chirurgica, ma soltanto migliorate. Le cicatrici cheloidee e quelle ipertrofiche possono essere migliorate sia mediante trattamenti medici che chirurgici (revisione della cicatrice).

In ogni caso, prima di ricorrere ad un intervento di revisione della cicatrice è necessario attendere circa un anno dall'evento che ne ha determinato l'origine per consentire alla cicatrice di raggiungere la sua conformazione definitiva.

Il trattamento chirurgico del cheloide, a cui si giunge di solito dopo una serie di tentativi con terapia medica, prevede l'escissione cosiddetta “intralesionale” della formazione, ossia senza la sua completa asportazione. Seguendo tale tecnica è stato visto che la probabilità, comunque sempre alta, che si riformi un cheloide delle stesse dimensioni si riduce.

Il trattamento chirurgico della cicatrice ipertrofica prevede, invece, l'escissione dell'intera cicatrice. Anche in questo caso, comunque, la probabilità che si riformi una cicatrice di qualità scadente è alta, essendo le caratteristiche soggettive della cute del paziente l'elemento determinante nell'insorgenza di cicatrici patologiche.

D. Ho sentito parlare di un trattamento chiamato dermopigmentazione cutanea per eliminare le cicatrici. Che cos'è e come funziona?
R. La dermopigmentazione cutanea è un trattamento usato in chirurgia estetica per pigmentare la cute e coprire le cicatrici soprattutto quelle formatesi in seguito ad interventi di mastectomia e di mastoplastica riduttiva. Questo trattamento consiste nell'effettuare una sorte di tatuaggio (pigmentazione) sulla cute interessata (ad esempio sull'areola del capezzolo) al fine di coprire le cicatrici o di ricostruire l'areola asportata con la mastectomia.

D. Esistono interventi chirurgici che non lasciano cicatrici?
R. No. Qualunque intervento chirurgico procura necessariamente delle cicatrici. Tutte le tecniche chirurgiche cercano di nascondere il più possibile il segno dell'incisione (ad es. nelle pieghe della pelle, all'interno del naso, dietro le orecchie, ecc.) ma, comunque, la cicatrice rimane sempre. Sarà cura del chirurgo plastico nasconderle e farle più piccole e invisibili possibile.

D. Come si fa a richiedere il finanziamento dell'intervento chirurgico di riduzione delle cicatrici?
R. E' possibile richiedere il pagamento a rate di riduzione delle cicatrici, chiedendo al proprio chirurgo estetico quali sono le modalità di finanziamento della chirurgia estetica nei casi in cui non si abbia l'immediata disponibilità economica per pagare un intervento.

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Articolo scritto dal Professor Mario Dini medico chirurgo Laureato all'Università degli Studi di Firenze e specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso l'Università degli Studi di Catania. Abilitato alla professione medica sia in Italia che negli U.S.A. e in Canada (Usmle). Già Primario del Reparto Universitario-Ospedaliero di Chirurgia Plastica del Centro Traumatologico Ortopedico (CTO) dell'Azienda Ospedaliera di Careggi e Professore Associato della Cattedra di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica dell'Università degli Studi di Firenze. Mario Dini ha partecipato a tirocini e aggiornamenti presso la Thomas Jefferson University di Philadelphia, l'Università di Porto Alegre in Brasile e l'Università di Parigi. Il Prof. Mario Dini ha all'attivo oltre 12000 interventi chirurgici e autore di oltre 160 pubblicazioni.

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