MASTOPLASTICA RIDUTTIVA

CHE COS'È LA MASTOPLASTICA RIDUTTIVA?

mastoplastica riduttiva

L’intervento di riduzione del volume del seno, ottenuto mediante la mastoplastica riduttiva, è un intervento di chirurgia plastica ed estetica che consente di ridurre le dimensioni di un seno troppo voluminoso e cadente o di correggere un’asimmetria mammaria. La mastoplastica riduttiva permette, inoltre, di eliminare i disturbi collegati all'eccessivo volume del seno quali: dolore alla schiena, alla regione cervicale, lombare e alla regione mammaria, cefalee, problemi di respirazione, dermatiti e ulcerazioni in corrispondenza delle spalline del reggiseno e nella piega sottomammaria, nonché problemi estetici e psicologici conseguenti alle limitazioni che un seno troppo grande può comportare nella scelta dell’abbigliamento, nello svolgimento di un’attività sportiva, nella vita sessuale o nella sfera sociale di una donna. 

La presenza di un seno molto grande (ipertrofia) e cadente (ptosi mammaria) può dipendere da fattori genetici, dalla recettività ormonale del tessuto mammario o dall’eccessivo aumento di peso. Le ipertrofie mammarie sono classificabili secondo Regnault e Hetter, Canada, in tre diversi gradi (lieve, moderata e severa) a seconda del volume del seno da asportare (fino a 200 cc., fra 200 e 500 cc, fra 500 e 800 cc.) o in base al grado di rilassamento della mammella e alla posizione del complesso areola-capezzolo rispetto al solco sottomammario.
Quando il volume del seno da rimuovere supera gli 800 cc. si parla di gigantomastia, un’ipertrofia mammaria di notevoli dimensioni associata, generalmente, ad alterazioni patologiche della ghiandola e dei tessuti di sostegno. Il trattamento chirurgico della ipertrofia mammaria consiste nell’escissione del tessuto mammario in esubero, nella plicatura della ghiandola con fissaggio in una posizione più alta e nella ricollocazione del complesso areola-capezzolo in una posizione superiore. La mastoplastica riduttiva è un intervento relativamente complesso che dà generalmente ottimi risultati, a condizione però che venga eseguito da uno specialista in chirurgia plastica, esperto nel rimodellamento del seno, all’interno di strutture debitamente attrezzate e autorizzate.

PER CHI È INDICATO QUESTO TIPO DI INTERVENTO?

La mastoplastica riduttiva è indicata per le donne il cui seno, essendo troppo voluminoso, può provocare disturbi quali:

  • Dolore alla schiena, soprattutto alla regione cervicale e lombare. 
  • Dolore alla regione mammaria. 
  • Problemi di respirazione.
  • Ulcerazione nella piega sottomammaria e in corrispondenza delle spalline del reggiseno.
  • Problemi psicologici e sociali che possono condizionare la donna nella vita quotidiana e/o nell'attività sportiva e sessuale.

UN PO' DI STORIA

Le tecniche per il trattamento chirurgico dell’ipertrofia mammaria hanno subito negli anni numerose modifiche volte ad ottenere un seno armonioso, rendere i risultati durevoli nel tempo, ridurre i rischi di complicanze e limitare il più possibile le cicatrici. Il primo intervento di mastoplastica riduttiva fu eseguito in Inghilterra nel 1669 ad opera di Durston. Nel 1854 Velpeau pubblicò uno studio sulla deformità mammaria classificandola come patologia con effetti nocivi per la salute. Nel 1882 Thomas e Gaillard utilizzarono un’incisione sottomammaria fissando la ghiandola all’altezza della seconda cartilagine costale. Nel 1897 Pousson eseguì una riduzione mammaria mediante resezioni cutanee sulla regione superiore e fissaggio della ghiandola al muscolo grande pettorale. L’anno seguente, Vercherè perfezionò questa tecnica praticando delle resezioni triangolari sulla regione esterna-superiore ed asportando cute, tessuto adiposo e ghiandola. Negli anni 1903 e 1907 Guinard e Morestin proposero un approccio alla ghiandola attraverso il solco mammario con resezioni ghiandolari a forma di cono o discoidali. Negli anni seguenti furono sperimentate resezioni ellittiche nella parte superiore della mammella (Dehner), o di tutto il margine inferiore della ghiandola ad intervalli settimanali (Noel), o di segmenti cutanei circolari in un unico tempo e semilunari in due tempi (Kausch). Nel 1923 Kraske, descrivendo una tecnica già usata da Lexer fin dal 1912, propose una resezione cuneiforme inferiore che riduceva la ghiandola, fissandola al muscolo pettorale e portando in alto l’areola. Nel 1923 Lotsch inventò una nuova tecnica, ancora diffusa, che consisteva nel sollevare la mammella spostando il complesso areola-capezzolo ed eliminando la pelle in eccesso attraverso un’incisione verticale e periareolare. Nel 1927 Joseph propose una diversa tecnica basata su due incisioni, la prima di forma romboidale in direzione dell’ascella e la seconda per scolpire un peduncolo superiore che serviva per ricollocare il complesso areola-capezzolo nella sede prescelta. Scharzmann nel 1930 introdusse una nuova tecnica definita “a peduncolo” che consisteva nell’isolare un peduncolo in cui era compreso il complesso areola-capezzolo al fine di mantenerne la vascolarizzazione ed evitarne la necrosi. Ne residuava una cicatrice a T invertita. Negli anni ’60 e ‘70 furono proposte molte altre tecniche da vari autori tra cui Strombeck (1960), Pitanguy (1960), Skoog (1963), Mc Kissock (1972), Pontes (1973), Regnault (1974) e Goldwyn (1977). Infine, a partire dagli anni ’80 Gruber, Jones e Benelli furono i promotori della tecnica periareolare per correggere gradi moderati di ipertrofia mammaria, mentre per le ipertrofie più gravi e con elevato grado di ptosi sono state ideate diverse tecniche chirurgiche con lo scopo di raggiungere una forma esteticamente più armonica con il minor numero di cicatrici possibile.

ESISTONO LIMITI DI ETÀ PER SOTTOPORSI AD UNA MASTOPLASTICA RIDUTTIVA?

Non esistono limiti di età per sottoporsi a questo tipo di intervento, ma è preferibile attendere il completo sviluppo del seno che avviene generalmente intorno alla maggiore età.

QUALI ALTRI INTERVENTI POSSONO ESSERE ESEGUITI INSIEME ALLA MASTOPLASTICA RIDUTTIVA?

La chirurgia di riduzione del volume del seno può essere eseguita da sola o in associazione ad altri interventi di chirurgia estetica (es. mastopessi) purché non troppo impegnativi per la paziente.

QUALI SONO I RISCHI E LE COMPLICANZE DI QUESTO TIPO DI INTERVENTO?

La mastoplastica riduttiva è una procedura chirurgica relativamente complessa che dà in genere ottimi risultati, di grande soddisfazione sia per la paziente che per il chirurgo che la esegue. Quando questo tipo di intervento viene eseguito da uno specialista in chirurgia plastica, esperto nel modellamento del seno e in strutture autorizzate, i risultati sono generalmente molto buoni. Si tratta comunque di una procedura chirurgica vera e propria dove le complicanze (sanguinamento, infezione) sono infrequenti ma possono comunque accadere ed essere facilmente risolte solo se l'intervento è eseguito da uno specialista all'interno di strutture debitamente autorizzate.

Per ridurre i rischi di complicanze è comunque fondamentale seguire attentamente i consigli e le istruzioni che vi darà il chirurgo prima e dopo l'intervento. Le fumatrici dovrebbero diminuire l'uso di sigarette perché il fumo può aumentare il rischio di complicanze e causare ritardi di guarigione.

COME SI SVOLGE LA VISITA PRE-OPERATORIA?

Prima di procedere all ’intervento di riduzione del volume del seno è necessario sottoporsi ad un’accurata visita specialistica durante la quale il chirurgo misurerà le dimensioni, la forma e la posizione delle mammelle, dell’areola e del capezzolo, ed esaminerà la qualità e le caratteristiche dei tessuti mammari al fine di individuare il grado di ipertrofia mammaria e scegliere la tecnica chirurgica che consenta di conferire al vostro seno un volume adeguato ed una forma armoniosa con un ridotto esito cicatriziale. Durante la visita il chirurgo dovrà valutare il vostro stato di salute attuale e pregresso in modo da escludere la presenza di complicazioni quali pressione alta, problemi di coagulazione o di cicatrizzazione, che potrebbero compromettere l’esito finale dell’intervento. Vi fornirà inoltre informazioni sul tipo di alimentazione da seguire prima e dopo l’intervento e sulla possibilità di assumere farmaci, alcool e sigarette.

CHE TIPO DI ANESTESIA VIENE PRATICATA?

La mastoplastica riduttiva viene generalmente eseguita in anestesia locale con sedazione (ciò significa che sarete sveglie ma rilassate e insensibili al dolore) in regime di day-hospital.

In caso di ipertrofie severe o gigantomastie, l’intervento viene eseguito in anestesia generale senza intubazione (cioè solo con l’ausilio della maschera laringea) e richiede una o due notti di ricovero in clinica.

Prima dell’intervento l’anestesista procederà ad un’attenta visita pre-operatoria e prescriverà un elenco di esami di routine quali: Elettrocardiogramma Emocromo PT, PTT, fibrinogeno Elettroliti Glicemia, azotemia, creatinemia Sierologia (virus epatite B, C e HIV) Visita senologica con ecografia mammaria e/o mammografia

DOVE VENGONO FATTE LE INCISIONI?

A seconda che si tratti di piccole, medie o grandi riduzioni, le incisioni possono essere effettuate solo intorno all'areola o scendere verticalmente fino al solco sottomammario e lungo la piega inferiore del seno (cosiddetta incisione a forma di ancora o a T rovesciata). La mastoplastica riduttiva lascerà cicatrici permanenti che resteranno comunque nascoste all'interno del reggiseno o del costume da bagno.

mastoplastica-riduttiva- Mastoplastica
Fig.1 Gigantomastia.
mastoplastica-riduttiva-2 - Mastoplastica
Fig.2 Disegno pre-operatorio.
mastoplastica-riduttiva-3 - Mastoplastica
Fig.3 Incisioni.
mastoplastica-riduttiva-4 - Mastoplastica
Fig.4 Risultato e cicatrici.

QUANTO DURA L'INTERVENTO?

L'intervento di mastoplastica riduttiva dura da un'ora e mezzo a circa tre ore, è assolutamente indolore e termina con una piccola medicazione e l'uso di un reggiseno.

QUAL È IL DECORSO POST-OPERATORIO?

Nelle 48 ore successive all'intervento di mastoplastica riduttiva dovrete rimanere a riposo. Nei primi due giorni potranno apparire gonfiore ed ecchimosi intorno alla regione trattata. Raramente si possono verificare sanguinamenti, infezione, cicatrici cheloidee e alterazioni della sensibilità dell'areola e del capezzolo (soprattutto in pazienti fumatrici) e difficoltà a futuri allattamenti. A partire dal terzo giorno potrete riprendere a svolgere una vita normale evitando però attività faticose, saune, bagni turchi e l'esposizione al sole. Dopo 7-10 giorni potrete riprendere la vostra attività lavorativa se non eccessivamente faticosa. A tre settimane dall'intervento chirurgico riprenderete progressivamente a svolgere tutte le normali attività compresa quella sportiva.

CHE TIPO DI RISULTATO SI PUÒ OTTENERE CON LA MASTOPLASTICA RIDUTTIVA?

Il risultato estetico conseguibile con questo tipo di intervento è generalmente molto soddisfacente e duraturo ma non permanente, in quanto sarà sempre condizionato dal vostro stile di vita (aumento e perdite di peso, gravidanze, fumo, ecc.) e dagli inevitabili effetti della gravità e dell'invecchiamento.

gigantomastia-frontale-PRE - Mastoplastica
Prima
gigantomastia-frontale-POST - Mastoplastica
Dopo
Simulazione
gigantomastia-laterale-PRE - Mastoplastica
Prima
gigantomastia-laterale-POST- Mastoplastica
Dopo
Simulazione
gigantomastia-PRE - Mastoplastica
Prima
gigantomastia-laterale-POST- Mastoplastica
Dopo
Simulazione

FAQ MASTOPLASTICA RIDUTTIVA

D. Ho 15 anni e ho già un seno molto grande (7° misura). Che problemi mi potrebbe provocare in futuro?
R. La gigantomastia (o ipertrofia mammaria), cioè l'eccessivo volume e peso del seno, può provocare disturbi come dolore alla schiena, soprattutto alla regione cervicale e lombare, dolore alla regione mammaria, a volte problemi di respirazione, ulcerazione nella piega sottomammaria e in corrispondenza delle spalline del reggiseno, nonché problemi psicologici e sociali che possono condizionare la donna nella vita quotidiana e/o nell'attività sportiva e sessuale.

D. Da cosa dipende l'eccessivo volume del seno e come può essere ridotto? E' sufficiente una dieta?
R. Nelle donne non in sovrappeso, l'eccessivo volume del seno è predeterminato fin dalla nascita. In una donna intorno ai 20 anni, il volume del seno è costituito per circa il 50% da tessuto ghiandolare e per circa il 50% da tessuto adiposo (grasso). Negli anni la percentuale di tessuto ghiandolare diminuisce per essere sostituita da tessuto adiposo. Per diminuire il volume di un seno troppo grande non è sufficiente la dieta o l'esercizio fisico in quanto né l'una né l'altro agiscono sulla percentuale di tessuto ghiandolare che può essere ridotto solo mediante un intervento di mastoplastica riduttiva.

D. Dopo un intervento di riduzione del seno, potrò allattare normalmente?
R. Le donne operate di mastoplastica riduttiva possono avere dei problemi ad allattare, soprattutto quando la riduzione del volume del seno sia stata particolarmente abbondante.

D. Come e dove vengono fatte le cicatrici nell'intervento di riduzione del seno?
R. A seconda che si tratti di piccole, medie o grandi riduzioni, le incisioni possono essere effettuate solo intorno all'areola o scendere verticalmente fino al solco sottomammario e lungo la piega inferiore del seno (cosiddetta incisione a forma di ancora o a T rovesciata). La mastoplastica riduttiva lascerà cicatrici permanenti più o meno visibili che resteranno comunque nascoste all'interno del reggiseno o del costume da bagno.

D. L'intervento di riduzione del seno è doloroso?
R. No. Dopo l'intervento può manifestarsi un lieve indolenzimento nella regione mammaria che potrà essere efficacemente controllato con degli analgesici.
 
D. Ho 38 anni e dopo due gravidanze il mio seno, che prima era una quarta misura, è diventato più piccolo e cadente. Che cosa posso fare per tornare come ero prima?
R. L'intervento indicato per risolvere il suo problema è il lifting del seno, tecnicamente detto mastopessi. Le donne che richiedono questo tipo di intervento sono soprattutto quelle il cui seno ha perso la forma e il volume originari per effetto di fattori quali la gravidanza, l'allattamento, la forza di gravità e l'invecchiamento. L'intervento di mastopessi è particolarmente indicato per donne con seni piccoli e cadenti perché nel caso di seni molto abbondanti il risultato estetico ottenuto può venire successivamente compromesso dagli effetti della gravità. Se la paziente desidera risollevare il seno caduto e ripristinare il volume che è stato perso, è consigliabile associare alla mastopessi anche l'inserimento di una piccola protesi mammaria.

D. Vorrei risollevare il seno senza però mettere delle protesi. Esiste un intervento che mi dia questo risultato senza lasciare cicatrici?

R. No. L'intervento di mastopessi comporta necessariamente delle cicatrici o solo intorno all'areola (nelle piccole mastopessi round-block) o periareolare e verticalmente fino al solco sottomammario (mastopessi a cicatrice verticale) o anche lungo la piega inferiore del seno (mastopessi a T rovesciata o ad ancora).

D. Le cicatrici nella mastopessi e nella mastoplastica riduttiva sono molto evidenti?
R. La mastopessi e la mastoplastica riduttiva lasciano cicatrici la cui migliore o peggiore qualità dipenderà non solo dall'abilità del chirurgo ma soprattutto dalla capacità congenita di cicatrizzare della singola paziente.

D. Dopo l'intervento di riduzione del seno, la sensibilità del capezzolo resterà la stessa?

R. Talvolta si può verificare un'alterazione della sensibilità dell'areola e del capezzolo che è nella maggior parte dei casi transitoria e solo raramente permanente.

D. Come si fa a richiedere il finanziamento dell'intervento chirurgico di mastoplastica riduttiva?

R. E' possibile richiedere il pagamento a rate dell'intervento di mastoplastica riduttiva, chiedendo al proprio chirurgo estetico quali sono le modalità di finanziamento della chirurgia estetica nei casi in cui non si abbia l'immediata disponibilità economica per pagare un intervento.

D. Devo prestare il mio consenso all'intervento di riduzione del seno?
R. Sì, prima di sottoporsi all'intervento, il paziente deve rilasciare il proprio consenso informato all’intervento chirurgico.

Prof. Mario Dini - Specialista in Chirurgia Plastica e Estetica

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