LESS IS MORE: I BENEFICI DELLA MASTOPLASTICA RIDUTTIVA

Un recente studio americano ha mostrato l’impatto dell’intervento di riduzione del seno sulla qualità della vita delle pazienti, confermando i notevoli benefici di ordine psicofisico. 

Se un seno florido resta il sogno di molte donne e poter vantare forme generose è considerato dai più alla stregua di un regalo di madre natura, alcune volte le dimensioni eccessive possono diventare un serio problema

Un seno eccessivamente grande può causare disagi fisici e psicologici nel caso in cui il sia sproporzionato rispetto al proprio fisico o a causa dei fastidi alla schiena dovuti al peso eccessivo, ma anche in conseguenza del tipo di attenzioni che possono suscitare certe misure. 

Si tratta spesso di una caratteristica fiìsica che finisce per condizionare la vita quotidiana. Ecco quali sono le problematiche più frequenti lamentate da chi ha un seno che percepisce come troppo grande: 

  • ingombro nei movimenti
  • difficoltà a svolgere attività fisica
  • disagio psicologico 
  • difficoltà a trovare un reggiseno della giusta misura
  • dolori lombari e cervicali
  • comparsa di eritemi e dermatiti causate dal sudore nella parte del sottoseno
  • difficoltà diagnostica di eventuali lesioni oncologiche mammarie
  • insorgenza di difficoltà respiratorie. 

Problemi, questi che spesso sono le motivazioni principali di chi sceglie di sottoporsi a un intervento di mastoplastica riduttiva, che permette sia di diminuire le dimensioni di un seno troppo voluminoso e cadente che di correggere un’asimmetria mammaria. Grazie a quest’operazione non solo è possibile, infatti, asportare una parte della ghiandola e dell’adipe in eccesso ma anche riposizionare la mammella più in alto, ottenendo così un seno più alto, sodo e armonioso.

I risultati della ricerca americana

Ad avvalorare la tesi che la diminuzione del volume del seno possa rispondere a delle esigenze che vanno oltre la preferenza estetica sono intervenuti i risultati di una ricerca americana pubblicata nel 2020. La psicologa Crittenden e i suoi colleghi hanno condotto una ricerca longitudinale ottenuta monitorando 209 pazienti in decorso operatorio dopo una mastoplastica riduttiva, valutando la qualità della vita in relazione alla salute (sia fisica che mentale) prima di sottoporsi all’intervento, a 3 mesi dall’operazione, dopo 6 mesi e dopo un anno. 

Per valutare l’effettivo impatto benefico dell’intervento, il gruppo sperimentale è stato confrontato con un gruppo di controllo che rispondesse agli stessi criteri di eligibilità ma che non si fosse ancora sottoposto all’operazione e a un terzo gruppo, costituito da donne il cui seno non fosse ipertrofico. Rispondendo al questionario post-operatorio, il 97,6% delle partecipanti ha dichiarato che avrebbe rifatto l’intervento, mentre è risultato che le pazienti operate spendevano meno denaro per l’acquisto di medicinali o trattamenti e richiedevano meno giorni di assenza dal lavoro. 

 A 3 mesi dall’intervento i punteggi al questionario usato per valutare la qualità della vita riguardo alla salute hanno mostrato inoltre un miglioramento rilevante su tutte le 8 scale considerate, tali da essere equiparabili ai punteggi appartenenti al gruppo delle donne con seni di dimensioni regolari, rimanendo poi stabile a 6 e 12 mesi successivi all’operazione. 

Inoltre, nel confronto con le pazienti post-operatorie, il gruppo di controllo riferiva una condizione di salute peggiore, confermando l’effettiva efficacia dell’operazione nel migliorare la salute psicofisica delle donne.

I risultati che si evincono dallo studio riflettono un miglioramento sulla qualità della vita tale da superare quelli ottenuti con l’innesto di un bypass coronarico o di riparazione di un’ernia, confermando così l’effetto dell’intervento di riduzione del seno nel miglioramento clinicamente rilevante della qualità della vita delle donne che decidono di farvi ricorso.

Contenuti originali Chirurgia Plastica Estetica

Articolo scritto dal Professor Mario Dini medico chirurgo Laureato all'Università degli Studi di Firenze e specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso l'Università degli Studi di Catania. Abilitato alla professione medica sia in Italia che negli U.S.A. e in Canada (Usmle). Già Primario del Reparto Universitario-Ospedaliero di Chirurgia Plastica del Centro Traumatologico Ortopedico (CTO) dell'Azienda Ospedaliera di Careggi e Professore Associato della Cattedra di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica dell'Università degli Studi di Firenze. Mario Dini ha partecipato a tirocini e aggiornamenti presso la Thomas Jefferson University di Philadelphia, l'Università di Porto Alegre in Brasile e l'Università di Parigi. Il Prof. Mario Dini ha all'attivo oltre 12000 interventi chirurgici e autore di oltre 160 pubblicazioni.