TURISMO ESTETICO, QUALI SONO I RISCHI DEI VIAGGI ALL’ESTERO

Turismo estetico, quali sono i rischi dei viaggi all’estero

Il turismo estetico è uno dei nuovi fenomeni in materia di bellezza, che si registra per la verità già da qualche anno, ma che negli ultimi periodi sta crescendo in modo evidente. Il turismo della chirurgia estetica, che rientra nella più ampia definizione di turismo sanitario, tendenza che secondo i dati forniti dall’ Isaps (International Society of Aesthetic Plastic Surgery) vale oggi, a livello mondiale, oltre 87 miliardi su base annua. Se l’intervento riferito all’aumento del seno, la cosiddetta mastoplastica additiva, è da sempre il più richiesto dai turisti della chirurgia estetica, negli ultimi anni si stanno facendo largo anche altri, soprattutto, rinoplastica, liposuzione e blefaroplastica. Per quanto riguarda i trattamenti non chirurgici invece, al primo posto restano quelli relativi alla tossina botulinica, seguiti dai filler. Ce ne è per tutti i gusti. Viaggi che comprendono spesso pacchetti completi, con interventi di chirurgia plastica abbinati ad una breve vacanza in qualche luogo estero, magari esotico. I rischi sono molteplici, talvolta queste offerte di pacchetti completi sono veri e propri specchietti per le allodole che nascondono diversi pericoli.

I pericoli della chirurgia plastica low cost

Partiamo sfatando un mito: la chirurgia plastica low cost non esiste. Questo perché spesso e volentieri si leggono promozioni riferite ad offerte irrinunciabili alle quali è difficile non cedere. Come sempre, meno soldi fa rima con meno qualità: ed il rischio, parlando di interventi chirurgici,p è quello di trovarsi a fronteggiare conseguenze anche piuttosto gravi.

Talvolta il paziente viene operato in strutture con standard di sicurezza assolutamente inadeguati, viene dimesso poche ore e spesso neanche controllato dopo l’intervento chirurgico, senza controlli post operatori, che dovrebbero essere cadenzati e regolari per almeno 2 o 3 mesi. C’è poi sempre il rischio di insorgenza di infezioni o complicanze varie, oltre che i pericoli legati ad eventuale viaggio aereo di svariate ore dopo l’intervento, che può causare diverse problematiche legate alla salute.

La cura post operatoria

Ecco perché si deve sempre diffidare da offerte troppo vantaggiose e da prezzi eccessivamente bassi; spesso non si riceve lo stesso servizio in termini di cura pre e post operatoria. Ed in caso di complicazioni il paziente sarebbe costretto ad andare incontro a costi aggiuntivi oltre a quelli già spesi per il pacchetto viaggio + intervento chirurgico, senza possibilità di intraprendere un percorso legale per eventuale risarcimento.

Ciò anche in virtù del fatto che le mete del turismo di chirurgia estetica sono spesso esotiche, luoghi lontani, se si pensa che al primo posto c’è la Corea del Sud (dati: International Society of Aesthetic Plastic Surgery) oppure mete più comuni e vicine per il turismo chirurgico italiano sono l’Albania, la Tunisia e la Romania. Molti di questi viaggiatori per trattamenti di chirurgia estetica partono senza neanche informarsi prima sul nome della clinica, su quello del medico che opererà e sulla sua reputazione.

Perché si va all’estero per interventi chirurgici

Eppure a fronte di tutti i rischi presenti, quello del turismo della chirurgia estetica continua ad essere un fenomeno piuttosto diffuso. I motivi sono molteplici: vuoi per il fattore risparmio cui si faceva riferimento prima, o per la possibilità di abbinare l’intervento ad una vacanza in un paese mai visitato; ed ancora si possono menzionare i tempi di attesa per l’intervento chirurgico, spesso più brevi rispetto all’Italia.

Una tendenza che rientra in un quadro più ampio, noto come viaggi per la salute e riferito al numero di italiani che vanno all’estero per usufruire di cure mediche, trattamenti benessere, estetici e simili che sono circa 350mila secondo i dati forniti da Confindustria Viaggi. Un numero importante per quella che viene vista come una grande opportunità, promossa spesso come ‘viaggi low cost della salute’ ma che può nascondere anche molte insidie e pericoli.

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Articolo scritto dal Professor Mario Dini medico chirurgo Laureato all'Università degli Studi di Firenze e specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso l'Università degli Studi di Catania. Abilitato alla professione medica sia in Italia che negli U.S.A. e in Canada (Usmle). Già Primario del Reparto Universitario-Ospedaliero di Chirurgia Plastica del Centro Traumatologico Ortopedico (CTO) dell'Azienda Ospedaliera di Careggi e Professore Associato della Cattedra di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica dell'Università degli Studi di Firenze. Mario Dini ha partecipato a tirocini e aggiornamenti presso la Thomas Jefferson University di Philadelphia, l'Università di Porto Alegre in Brasile e l'Università di Parigi. Il Prof. Mario Dini ha all'attivo oltre 12000 interventi chirurgici e autore di oltre 160 pubblicazioni.

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