TATUAGGI: COME CANCELLARE I SEGNI DALLA PELLE

Molte persone si rivolgono ad artisti tatuatori capaci di riprodurre qualsiasi disegno sulla pelle coprendo aree più o meno ampie del corpo umano. Una moda seguita per curiosità, magari su proposta di amici, oppure l'occasione di imprimere sul corpo un ricordo o un messaggio indelebili nel tempo. Una pratica che risponde spesso ad una vera e propria filosofia di vita. E se si decide di cancellarli dalla pelle?

 Se quell'amore incancellabile, il cui nome o le cui iniziali sono state impresse sulla pelle, esaurisce la passione vitale, se il soggetto scelto per decorarsi era in linea con lo spirito scanzonato della giovane età, ma non è più apprezzato con il passare del tempo, se semplicemente la persona non si sente più in sintonia con il proprio corpo. Cosa fare?

Gli esperti di chirurgia estetica hanno confermato, anche recentemente, un crescente ricorso al medico per cancellare i segni prodotti dal tatuaggio.

Il tatuaggio consiste in un pigmento inserito sotto la cute più superficiale, è pertanto asportabile con la chirurgia manuale ma anche con la nuova strumentazione elettronica messa a disposizione dei professionisti dall'innovazione tecnologica.
Per l'intervento chirurgico che potrebbe prevedere anche l'asportazione di tessuti e la loro ricollocazione, è necessario rivolgersi ad uno specialista in chirurgia estetica.
Il medico verifica la consistenza dei tessuti e ne valuta bene le reazioni per poi procedere con l'intervento, che può richiedere più operazioni ed ha come obiettivo la cicatrizzazione completa, senza residui e senza macchie evidenti.

Al bisturi può sostituirsi il laser, specie i modelli di ultima generazione. Occorrono più sedute, a discrezione del professionista ed in base alla zona da trattare. 
Il principio di funzionamento è detto fototermolisi selettiva: il laser può frammentare le particelle colorate del tatuaggio presenti sotto la pelle e le cellule superficiali contenenti melanina, strutture adiacenti, così come la rete vascolare, rimangono inalterate. 
 Il medico in questo caso verifica i colori usati dal tatuatore ed interviene variando la lunghezza d'onda del laser poiché l'impulso, ed il conseguente risultato sull'epidermide, cambiano a seconda della gradazione di tonalità da trattare.

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Articolo scritto dal Professor Mario Dini medico chirurgo Laureato all'Università degli Studi di Firenze e specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso l'Università degli Studi di Catania. Abilitato alla professione medica sia in Italia che negli U.S.A. e in Canada (Usmle). Già Primario del Reparto Universitario-Ospedaliero di Chirurgia Plastica del Centro Traumatologico Ortopedico (CTO) dell'Azienda Ospedaliera di Careggi e Professore Associato della Cattedra di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica dell'Università degli Studi di Firenze. Mario Dini ha partecipato a tirocini e aggiornamenti presso la Thomas Jefferson University di Philadelphia, l'Università di Porto Alegre in Brasile e l'Università di Parigi. Il Prof. Mario Dini ha all'attivo oltre 12000 interventi chirurgici e autore di oltre 160 pubblicazioni.

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