SGUARDO A PROVA DI MASCHERINA CON IL LIFTING DEL SOPRACCIGLIO

Lifting del sopracciglio per uno sguardo a prova di mascherina

Spesso associato a blefaroplastica e lifting del viso, il lifting del sopracciglio permette di intervenire sul corretto riposizionamento restituendo armonia al volto ed espressività allo sguardo

Un risultato particolarmente ambito in un momento in cui i nostri occhi sono più che mai in primo piano e l’attenzione è tutta puntata sulla parte superiore del viso.

Fra gli oggetti simbolo della comune volontà di recuperare una qualche normalità e riprenderci le nostre vite dopo il confinamento da pandemia, la mascherina è diventata un accessorio imprescindibile nel quotidiano di noi tutti ed è destinato ad accompagnarci ancora per un bel po’. Uno “scudo” protettivo che, a parte qualche difficoltà pratica e la limitazione di alcune libertà, segna un notevole cambiamento a livello di comunicazione e di percezione. Se da un lato rende il nostro sguardo più sensibile obbligandoci a una maggiore concentrazione nei confronti dell’interlocutore (anche solo per riconoscerlo!) allo stesso tempo elegge i nostri occhi a protagonisti assoluti del volto, esponendoli come non mai all’attenzione e impedendo qualunque distrazione a favore di altri tratti somatici.

Un focus che richiede una particolare cura del nostro sguardo e che sta portando a un aumento delle richieste d’interventi di chirurgia estetica tesi a restituire freschezza e armonia a questa porzione particolarmente delicata del volto, lì dove make up sapienti, una skin care mirata e trattamenti estetici di vario tipo non bastano a risolvere inestetismi “ingombranti” causati da uno stile di vita scorretto o semplicemente dovuti dall’avanzare dell’età.

Oltre ai cedimenti della zona palpebrale, che si risolvono rimuovendo l’eccesso di tessuto cutaneo attraverso la blefaroplastica, anche la zona della fronte e delle sopracciglia è soggetta col tempo ( o a causa di disarmonie congenite) a perdere tono ed elasticità, sviluppando un abbassamento del sopracciglio a carico delle palpebre che finisce con l'appesantire lo sguardo ed evidenziando quelle antipatiche rughe della fronte che ci fanno apparire corrucciati e un po’ tristi.
In questi caso l’intervento più idoneo è i l lifting del sopracciglio e della fronte, quella tipologia del lifting del volto che, rimodellando e riposizionando i muscoli della parte superiore del volto, permette la distensione e il risollevamento della cute frontale.

L’intervento di lifting del sopracciglio: risultati e modalità di esecuzione

La giusta posizione del sopracciglio in un uomo deve corrispondere alla rima orbitaria superiore, mentre nella donna deve essere poco al di sopra: una sistemazione che un intervento di lifting delle sopracciglia e della fronte promette facilmente di recuperare attraverso una micro incisione effettuata nella regione temporale all’interno del cuoio capelluto. Incisione grazie alla quale sarà di fatto possibile risollevare e riposizionare il sopracciglio e ridurre in maniera evidente le rughe della fronte, come pure agire sulle antiestetiche “zampe di gallina” che si formano intorno alla regione perioculare e sono di solito fra le rughe che si manifestano più precocemente.

Si tratta di un intervento delicato che deve essere praticato da mani molto esperte: rimodellando e riposizionando i muscoli della porzione superiore del volto il chirurgo estetico deve, infatti, fare molta attenzione visto che è proprio l’espressività della regione intorno alle sopracciglia a determinare gli stati d’animo del paziente (rabbia, contentezza, affaticamento).

Svolto in day hospital ed eseguito in anestesia locale con sedazione profonda o, in alternativa, in anestesia generale, il lifting della fronte e del sopracciglio prevede un decorso post operatorio generalmente piuttosto rapido e indolore. Dopo 10 giorni dall’intervento il chirurgo plastico rimuoverà i punti della zona temporale; eventuali edemi scompariranno in poco tempo mentre le cicatrici, ben nascoste tra i capelli, risulteranno del tutto invisibili

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Articolo scritto dal Professor Mario Dini medico chirurgo Laureato all'Università degli Studi di Firenze e specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso l'Università degli Studi di Catania. Abilitato alla professione medica sia in Italia che negli U.S.A. e in Canada (Usmle). Già Primario del Reparto Universitario-Ospedaliero di Chirurgia Plastica del Centro Traumatologico Ortopedico (CTO) dell'Azienda Ospedaliera di Careggi e Professore Associato della Cattedra di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica dell'Università degli Studi di Firenze. Mario Dini ha partecipato a tirocini e aggiornamenti presso la Thomas Jefferson University di Philadelphia, l'Università di Porto Alegre in Brasile e l'Università di Parigi. Il Prof. Mario Dini ha all'attivo oltre 12000 interventi chirurgici e autore di oltre 160 pubblicazioni.

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