ORECCHIE A SVENTOLA: DAL RIMEDIO DELLA NONNA AL LASER

Non si tratta di una patologia, le orecchie sono sanissime ma vengono dette "a sventola" per sottolinearne il distacco del padiglione verso l'esterno. Possono risultare simpatiche, ma c'è chi vede nel proprio riflesso un inestetismo da correggere.
Il difetto congenito colpisce circa l'1% della popolazione mondiale, si tratta dunque di circa 100 milioni di persone.

L'approccio è vario: si va dai consigli sulla portabilità dei capelli, ad una fasciatura della testa nella prima infanzia, fino agli interventi chirurgici.
Se da una parte appare evidente che un semplice taglio di capelli può nascondere oppure enfatizzare l'inestetismo, più senso pratico richiede il rimedio della nonna che recita la necessità di fasciare la testa ai neonati per scongiurare l'effetto "sventola" delle orecchie. In alternativa in commercio vi sono dei cerotti da applicare alle orecchie nei soggetti più o meno giovani.

Si rivolgono allo specialista sia uomini che donne in età adulta, ma capita spesso che siano genitori per chiedere un consulto su bambini in età scolastica, momento molto delicato per la crescita in cui il bambino si trova a contatto con i coetanei e d è costretto a confrontarsi con l'ambiente esterno all'ambito familiare. In ogni caso è preferibile attendere lo sviluppo del padiglione auricolare.

Si chiama otoplastica ed è una procedura chirurgica che consente di riposizionare e rimodellare le orecchie prominenti e di correggere difetti presenti dalla nascita o post-traumatici. 
L'incontro propedeutico con il chirurgo plastico è necessario vista la personalizzazione dell'operazione che non solo è diversa da individuo ad individuo ma prende in esame un inestetismo non necessariamente simmetrico: occorre quindi valutare attentamente lo stato clinico del paziente ma anche dove e come intervenire.
L'intervento avviene in regime di day-hospital e dura circa due ore previa anestesia locale con sedazione negli adulti e nei bambini in anestesia generale.

Il chirurgo pratica delle incisioni per poter intervenire fisicamente sulla cartilagine del padiglione auricolare così da poterla rimodellare. La conformazione naturale dell'orecchio aiuta a nascondere eventuali cicatrici.

La chirurgia, che si avvale della ricerca scientifica, può contare oggi sull'ausilio del laser per approntare l'incisione iniziale, ma quanto alla curvatura della cartilagine sarà sempre la manualità dello specialista a poter fare la differenza. 

 Una volta modificate forma, dimensioni e attaccatura delle orecchie, l'armonia del viso che ne deriva può incidere sul senso di autostima.

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Articolo scritto dal Professor Mario Dini medico chirurgo Laureato all'Università degli Studi di Firenze e specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso l'Università degli Studi di Catania. Abilitato alla professione medica sia in Italia che negli U.S.A. e in Canada (Usmle). Già Primario del Reparto Universitario-Ospedaliero di Chirurgia Plastica del Centro Traumatologico Ortopedico (CTO) dell'Azienda Ospedaliera di Careggi e Professore Associato della Cattedra di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica dell'Università degli Studi di Firenze. Mario Dini ha partecipato a tirocini e aggiornamenti presso la Thomas Jefferson University di Philadelphia, l'Università di Porto Alegre in Brasile e l'Università di Parigi. Il Prof. Mario Dini ha all'attivo oltre 12000 interventi chirurgici e autore di oltre 160 pubblicazioni.

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