MEDICINA ESTETICA ED ELEGANZA: EQUILIBRIO ANCHE NELL'USO DEI FILLER

La medicina estetica è diventata più accessibile, chi si rivolge al chirurgo non è più una fascia ristretta di popolazione, suddivisa per sesso e per età, ma una vasta gamma di persone e per le più svariate motivazioni: c'è chi richiede un intervento post traumatico, chi un ritocco estetico al viso, chi un intervento importante per migliorare il proprio corpo. In un periodo di grandi trasformazioni, il mondo della medicina estetica si interroga ed è attento al risultato. Non è un caso che l'ultimo congresso nazionale della Società Italiana di Medicina Estetica abbia affrontato il tema dell'eleganza, da preservare, sempre.

Serve ottenere un equilibrio nel risultato, di questo hanno discusso a Roma i massimi esperti di chirurgia estetica confrontandosi sulle tecniche innovative, ma anche sulle ultime tendenze che spesso indirizzano il lavoro del chirurgo. Tra gli argomenti trattati anche il filler, le microiniezioni sottocutanee che permettono di intervenire sulle rughe ripristinando la perdita di volume. Il filler può essere praticato sulle labbra, sugli zigomi e laddove vi sia una depressione da riempire, preferibilmente con un prodotto naturale come l'acido ialuronico, una proteina prodotta dal corpo umano. "In Italia si fanno più filler in assoluto in rapporto alla popolazione" ha sottolineato il presidente della Sime raccomandando successivamente di valutare con attenzione le condizioni del paziente perché "I pazienti rischiano di sembrare tutti uguali tra loro, perché non hanno trovato un medico che sapesse dire loro di no. I filler vanno finalizzati alla correzione dell'effettivo difetto del paziente nel rispetto della sua individualità. Occorre utilizzare poco prodotto, dove serve".

Il presidente Sime ha attirato l'attenzione sulla tematica degli insuccessi in medicina estetica "Sono quei trattamenti che non hanno portato alla soddisfazione del medico o del paziente, le cause sono molteplici: per errori tecnici, errori di diagnostica, errori di comprensione della psicologia del paziente o errori nella scelta dei prodotti da utilizzare".

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Articolo scritto dal Professor Mario Dini medico chirurgo Laureato all'Università degli Studi di Firenze e specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso l'Università degli Studi di Catania. Abilitato alla professione medica sia in Italia che negli U.S.A. e in Canada (Usmle). Già Primario del Reparto Universitario-Ospedaliero di Chirurgia Plastica del Centro Traumatologico Ortopedico (CTO) dell'Azienda Ospedaliera di Careggi e Professore Associato della Cattedra di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica dell'Università degli Studi di Firenze. Mario Dini ha partecipato a tirocini e aggiornamenti presso la Thomas Jefferson University di Philadelphia, l'Università di Porto Alegre in Brasile e l'Università di Parigi. Il Prof. Mario Dini ha all'attivo oltre 12000 interventi chirurgici e autore di oltre 160 pubblicazioni.

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