RICOMINCIO DA ME: BOOM DI CHIRURGIA ESTETICA DOPO LA QUARTANTENA

Ricomincio da me: Boom di Chirurgia estetica dopo la Quartantena

D’Andrea (SICPRE): "Con l'estate post-Covid si è verificato un incremento di filler per ringiovanire".

Colorito grigio, pancia gonfia, gambe appesantite, rughe più evidenti: questi alcuni degli effetti provocati dai mesi di confinamento fra le mura domestiche cui la pandemia ci ha costretto un po’ tutti. Una parentesi fatta di stress emotivo e di forzata sedentarietà che, una volta terminata, ci ha restituito allo specchio un’immagine inevitabilmente più stanca e più invecchiata e che ha portato come immediata conseguenza un desiderio di rinascita e di ritorno alla normalità da far coincidere innanzitutto con la cura di sé e del proprio aspetto, legittimando il bisogno di concedersi un regalo che potesse in qualche modo compensare i momenti bui che si sono attraversati. Se, non appena è stato possibile, estetisti e parrucchieri sono stati letteralmente presi d’assalto, richiestissimi dalla Fase 2 sono stati dunque anche i chirurgi plastici con una domanda crescente di “refresh” post lockdown che ha coinvolto sia donne che uomini e che non registra battute d’arresto neanche in piena estate né sembra intenzionata a decrescere in vista del prossimo autunno. Un trend che si sta affermando anche negli Stati Uniti dove, secondo i risultati di un sondaggio condotto dall’American Society of Plastic Surgeons, il 49% degli intervistati che, fino ad oggi, non si è mai sottoposto ad alcun intervento di chirurgia plastica, terminata la quarantena, sta prendendo in considerazione questo genere di investimento.

Ma quali sono gli interventi di chirurgia estetica in aumento in Italia per questa prima parte del 2020? Quali le procedure di medicina estetica più seguite?

Difende strenuamente il suo primato la mastoplastica additiva con 54.000 interventi effettuati nel 2019 e un incremento del 10% nel 2020; segue la blefaroplastica con +24% in due anni e un impulso negli ultimi mesi dovuto all’uso della mascherina che ha puntato i riflettori sullo sguardo come mai accaduto prima. Ancora in auge la liposuzione, il lipofilling del volto e l’addominoplastica, mentre la rinoplastica si conferma al primo posto nella classifica degli interventi più praticati dagli uomini. Un notevole incremento si registra inoltre per gli interventi su glutei e lato b da realizzarsi sia attraverso l’uso delle protesi (da ripetere dopo 5-10 anni) che con l’impiego di infiltrazioni di acido ialuronico nel caso di piccoli volumi.

L’estate post-pandemia ha portato inoltre con sé anche un aumentato ricorso agli interventi che riguardano il ringiovanimento del viso, con un incremento delle pratiche mini invasive di medicina estetica, come le infiltrazioni di vitamine e acido ialuronico e che coinvolgono prevalentemente la platea delle pazienti più giovani, come sempre più apprezzate si dimostrano le procedure che prevedono l’utilizzo di tecnologie, con un totale di trattamenti eseguiti con apparecchiature biomedicali salito a 118.000.

«Le ultime novità nell’ambito dei trattamenti con tecniche mini invasive – dichiara Francesco D’Andrea, presidente nazionale SICPRE (Società italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica) – sono rappresentate dalle metodiche biologiche rigenerative, che vanno a sostituire l’uso di farmaci e sostanze di origine sintetica». «Si tratta – prosegue D’Andrea – di tecnologie avanzate che sfruttano la capacità rigenerativa di aggregati cellulari, chiamati microinnesti, prelevati dall’individuo stesso e immediatamente re-iniettati nelle aree corporee da trattare, al fine di riparare tessuti danneggiati o semplicemente invecchiati».

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Articolo scritto dal Professor Mario Dini medico chirurgo Laureato all'Università degli Studi di Firenze e specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso l'Università degli Studi di Catania. Abilitato alla professione medica sia in Italia che negli U.S.A. e in Canada (Usmle). Già Primario del Reparto Universitario-Ospedaliero di Chirurgia Plastica del Centro Traumatologico Ortopedico (CTO) dell'Azienda Ospedaliera di Careggi e Professore Associato della Cattedra di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica dell'Università degli Studi di Firenze. Mario Dini ha partecipato a tirocini e aggiornamenti presso la Thomas Jefferson University di Philadelphia, l'Università di Porto Alegre in Brasile e l'Università di Parigi. Il Prof. Mario Dini ha all'attivo oltre 12000 interventi chirurgici e autore di oltre 160 pubblicazioni.

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