LA LIPOSCULTURA FRA GLI INTERVENTI PIÙ RICHIESTI DOPO IL LOCKDOWN

Trascurate nel corpo e provate nello spirito da mesi di confinamento forzato fra le mura domestiche, terminata la quarantena, le donne italiane si rimettono nelle mani del chirurgo plastico per ritrovare la forma fisica, “scrollarsi di dosso” un periodo emotivamente complicato e riaffacciarsi alla vita con rinnovati entusiasmi. Fra i desideri al momento più diffusi per se stesse e per il proprio aspetto, quello di ridurre gli accumuli di grasso localizzato all’addome e sulle gambe, aggravati dalla fatale combinazione fra mancata attività fisica e alimentazione compensatoria cui questa porzione di tempo “sospeso” ci ha inevitabilmente indotti.

Un desiderio che un intervento di liposcultura può facilmente esaudire, garantendo risultati sorprendenti grazie e a tecniche sempre più evolute e alla nuova prospettiva in 3 dimensioni.

Cosa aspettarsi da un intervento di liposcultura

Operazione definitiva, la liposcultura è in grado di risolvere tutti gli inestetismi legati a un accumulo di adiposità localizzate e cuscinetti di grasso a livello dell’interno coscia, del polpaccio, del ginocchio e della regione peritrocanterica (il c.d. culotte de cheval) rimodellando la struttura della gamba e restituendo le dovute proporzioni, nonché all’addome e ai fianchi.

Naturale evoluzione della liposuzione (o lipoaspirazione), la liposcultura si chiama così perchè grazie all’impiego di “micro cannule” dai 2 ai 5 millimetri di diametro è possibile “scolpire” le zone sottoposte a trattamento in maniera più precisa e mirata rispetto alle tecniche precedenti, evitando la formazione di sgradevoli irregolarità. L’insieme armonico e proporzionato è raggiunto grazie alla prospettiva a 3 dimensioni che supera quella bidimensionale propria della liposuzione, la quale assottigliava l’area da trattare aspirando il grasso in maniera uniforme.

Traguardi che l’esercizio fisico e una dieta bilanciata contribuiscono a rendere ancor più soddisfacenti e duraturi e che spesso per la paziente coincidono con una maggiore consapevolezza del proprio corpo.

E' bene sempre ricordare infatti che l’intervento di rimodellamento delle gambe e dell’addome è in grado di rimuovere le adiposità localizzate ma non può in alcun modo sostituirsi a uno stile di vita sano ed equilibrato, lo stesso che la sedentarietà forzata di questi mesi può aver messo a dura prova.

Preparazione, degenza e post operatorio

Al pari di ogni altro intervento di chirurgia estetica, la liposcultura richiede una visita specialistica e una scrupolosa valutazione pre-operatoria da parte del chirurgo. Oltre all’analisi dello stato di salute generale del paziente, è fondamentale la fase del disegno preoperatorio, che permette di programmare la quantità di grasso aspirare per fare in modo che tutte le parti della gamba (caviglie, ginocchia, cosce e polpacci) e dell’ addome siano in proporzione e che possano così assumere un aspetto armonioso e proporzionato. Fondamentale poi la valutazione del grado di elasticità della pelle poiché, se questa non è abbastanza elastica, potrebbe non adattarsi perfettamente ai nuovi volumi del corpo.

L’intervento è eseguito generalmente in regime di day hospital e con anestesia locale con sedazione, salvo che le zone da trattare siano particolarmente estese e si richieda l’anestesia generale. Al termine dell’intervento il chirurgo applicherà una guaina di contenimento per liposcultura sulla parte trattata e a partire dal terzo giorno si potranno riprendere le normali attività. Gonfiori e edemi scompariranno nel giro di 2 - 3 settimane e, rimossa la guaina, la paziente sarà pronta a esibire le gambe che ha sempre sognato e affrontare le sfide che verranno con maggiore forza, grazie alla ritrovata autostima. 

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Articolo scritto dal Professor Mario Dini medico chirurgo Laureato all'Università degli Studi di Firenze e specializzato in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso l'Università degli Studi di Catania. Abilitato alla professione medica sia in Italia che negli U.S.A. e in Canada (Usmle). Già Primario del Reparto Universitario-Ospedaliero di Chirurgia Plastica del Centro Traumatologico Ortopedico (CTO) dell'Azienda Ospedaliera di Careggi e Professore Associato della Cattedra di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica dell'Università degli Studi di Firenze. Mario Dini ha partecipato a tirocini e aggiornamenti presso la Thomas Jefferson University di Philadelphia, l'Università di Porto Alegre in Brasile e l'Università di Parigi. Il Prof. Mario Dini ha all'attivo oltre 12000 interventi chirurgici e autore di oltre 160 pubblicazioni.

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