La ricostruzione mammaria è un intervento di chirurgia plastica che consente di ripristinare forme compromesse o perdute in seguito ad interventi chirurgici demolitivi (tumorectomia, quadrantectomia e mastectomia per tumore della mammella), traumatismi o malformazioni congenite.
Le tecniche maggiormente utilizzate sono quelle che prevedono l’utilizzo di protesi mammarie definitive o di espansori temporanei o permanenti, e quelle basate sul trasferimento di tessuto autologo (cioè prelevato dalla stessa paziente) peduncolato o rivascolarizzato microchirurgicamente nell’area ricevente (ricostruzione con lembo miocutaneo di latissimus dorsi, con il muscolo retto dell’addome o con lembo libero TRAM, DIEP, ecc.).
Recentemente sono state introdotte nuove metodiche meno invasive che prevedono l’utilizzo di filler (acido ialuronico Macrolane) o l'infiltrazione di grasso proveniente dalla stessa paziente (lipofilling) al fine di ridare vigore ai tessuti compromessi dalla mastectomia e dalla radioterapia e consentire, in un secondo momento, l’inserimento di protesi od espansori.
La fase ricostruttiva può essere eseguita contemporaneamente alla fase demolitiva (ricostruzione immediata), o iniziata 6-12 mesi dopo l’intervento demolitivo (ricostruzione differita).
La ricostruzione differita è consigliata qualora la paziente debba sottoporsi ad alte dosi di radioterapia o non vi sia l’indicazione tecnica per una ricostruzione immediata.
Per raggiungere il risultato definitivo, però, occorrono più interventi chirurgici e talvolta è necessario intervenire anche sulla mammella sana controlaterale al fine di ripristinare l’asimmetria mammaria compromessa.