RINOPLASTICA

CHE COS'È LA RINOPLASTICA?

La rinoplastica, nota anche come chirurgia di rimodellamento del naso, è uno degli interventi più richiesti in chirurgia estetica. La rinoplastica consente di modificare la forma e le dimensioni del naso migliorando l'armonia del viso senza però stravolgere la sua fisionomia. 

Più esattamente, la chirurgia estetica del naso consente di aumentare o diminuire le dimensioni del naso (troppo piccolo, troppo grande o troppo largo), cambiare la forma del dorso (incavato o con presenza di gobba o gibbo) e della punta (troppo larga, troppo stretta o troppo lunga), modificare l'ampiezza delle narici e cambiare l'angolo tra la fronte e il naso o tra il naso e il labbro superiore. 

Con questo tipo di intervento è possibile correggere anche difetti post-traumatici o presenti dalla nascita e problemi respiratori. Se le difficoltà respiratorie sono causate dalla deviazione del setto nasale è necessario procedere contemporaneamente ad un intervento di "settoplastica" al fine di modellare e riposizionare il setto nasale deviato.

UN PO’ DI STORIA

I primi interventi di chirurgia ricostruttiva del naso furono eseguiti in India e in Egitto già nel 2000 a.C. per riparare ai danni dell’amputazione del naso subita da coloro che si erano macchiati del reato di adulterio o di altri crimini. La tecnica fu ripresa e dettagliatamente descritta da Sushruta nel Samhità, un trattato di chirurgia Hindù che risale all’800 a.C., in cui è descritto l’uso di lembi cutanei prelevati dalla fronte e dalle guance per la ricostruzione della piramide nasale. 

Nell’età romana, Aulo Cornelio Celso (25 a.C. – 50 d.C.) descrisse una tecnica per la ricostruzione del naso nel suo trattato “De Medicina”. 

Dopo circa 10 secoli di silenzio, ritroviamo alcune notizie sulla chirurgia ricostruttiva del naso nell’opera chirurgica “La Rolandina” di Maestro Rolando Capezzuti di Parma e nel trattato “Chirurgia” di Enrico di Mondeville, ma si dovrà attendere fino al XV secolo perché la rinoplastica diventi una tecnica chirurgica vera e propria distinta dalla chirurgia generale. 

I primi a dedicarsi a questa specialità furono Gustavo e Antonio Branca di Catania (1450) i quali utilizzarono lembi cutanei delle guance e della zona interna della bocca per rivestire le lesioni e ricostruire le narici. Antonio Branca, in particolare, inventò una tecnica che prevedeva l’uso di un lembo peduncolato del braccio che doveva rimanere unito al moncone del naso per un periodo di tempo sufficiente a permettere la ricostruzione e la rivascolarizzazione dei tessuti utilizzati per la ricostruzione della piramide nasale. 

Successivamente, a Tropea, tra il 1540 e il 1565, Paolo e Pietro Vianeo eseguirono la rinoplastica utilizzando la stessa tecnica proposta dai Branca. 

La svolta nella storia della rinoplastica si ebbe con Gaspare Tagliacozzi (1545-1599) che con il suo trattato “De Curtorum Chirurgia per insitione” fu il vero fondatore della chirurgia plastica. Tagliacozzi, rifacendosi alla tecnica di Antonio Branca, eseguiva la ricostruzione del naso utilizzando un lembo peduncolato dell’arto superiore. 

Dopo la morte di Tagliacozzi la pratica della rinoplastica fu abbandonata per circa due secoli ed è solo nel 1810 che Giuseppe Costantino Carpue ripropose questo tipo di intervento rifacendosi al metodo indiano. 

Dopo di lui, nel 1887 a New York, Roe descrisse un intervento eseguito all’interno del naso, ma limitato alla punta, e nel 1891 una riduzione del gibbo osteo-cartilagineo e del profilo. Nel 1845 Dieffenbach fu il primo a descrivere un tentativo di riduzione di un grosso naso attraverso la riduzione dei tessuti molli ed incisioni esterne. 

L’approccio intranasale interno descritto da Roe fu poi ripreso nel 1898 da Joseph, famoso chirurgo tedesco, il quale è considerato il padre della rinoplastica correttiva moderna. 

In Italia, la storia della rinoplastica è associata al nome di Luigi Porta (1800-1875) capostipite della scuola pavese, il quale si dedicò al perfezionamento di alcune tecniche di chirurgia plastica del naso, tra cui la rinoplastica parziale (che utilizza lembi di pelle presi dalla guancia), e la rinoplastica malare con metodo genio-labiale.

Rinoplastica

Il Prof. Mario Dini descrive ad una paziente le indicazioni, le tecniche chirurgiche e il decorso di un intervento di rinoplastica. Guarda il video!

ANATOMIA DEL NASO E DELLA PIRAMIDE NASALE

La piramide nasale, che costituisce la parte esterna del naso, è formata da un’impalcatura in parte ossea e in parte cartilaginea. 

La parte ossea è costituita principalmente dalle due ossa proprie del naso, che si uniscono in alto con il processo nasale dell’osso frontale, e lateralmente con la porzione ascendente delle ossa mascellari. La parte cartilaginea è costituita oltre che dalla cartilagine quadrangolare, che forma il setto nasale, dalle cartilagini triangolari (dette anche cartilagini laterali) e dalle cartilagini della punta (dette anche cartilagini delle ali nasali o alari). 

Vi sono inoltre piccole formazioni cartilaginee dette sesamoidi, di numero e grandezza variabile, poste negli spazi lasciati liberi dalle cartilagini maggiori. Le cartilagini della punta, una per lato, sono a forma di corolla e concorrono a formare le narici (crus laterale) e la colonna di sostegno della piramide nasale (crus mediale) detta columella. 

I muscoli del naso agiscono sulle ali del naso, restringendo e allargando le narici: sono muscoli costrittori i muscoli triangolari e il mirtiforme, mentre hanno funzione dilatatoria i muscoli elevatori dell’ala del naso e del labbro superiore. 

Le cavità nasali, o fosse nasali, si presentano come lunghi canali separati tra loro una parete osteo-cartilaginea, detta setto nasale. Comunicano anteriormente con l’esterno per mezzo delle narici e posteriormente con il rinofaringe, per mezzo delle coane. Il setto nasale è costituito, posteriormente, da una parte ossea e, anteriormente, da una parte cartilaginea. 

La parte ossea è formata dalla lamina perpendicolare dell’etmoide e dal vomere, da parte dell’osso mascellare e palatino. La parte cartilaginea che si unisce ai margini liberi delle lamine ossee suddette, completa il setto in avanti ed è costituita da una lamina che, per la sua forma prende il nome di cartilagine quadrangolare del setto, e dalla crus mediale della cartilagine alare detta columella. 

La parete laterale delle fosse nasali è una delle parti più importanti per la respirazione; in essa, infatti, si trovano i turbinati e i meati: in questi ultimi sboccano i seni paranasali, le cellule etmoidali e il canale naso-lacrimale. 

I turbinati sono delle formazioni rilevate, allungate dall’avanti all’indietro, disposti in piani sovrapposti e sono costituiti da tessuto mucoso e tessuto osseo. Hanno la funzione di umidificare l’aria che entra dalle fosse nasali prima che arrivi nel rinofaringe. I turbinati sono quattro per ciascun lato e sono denominati (dal basso verso l’alto): turbinato inferiore, turbinato medio, turbinato superiore e turbinato supremo (non sempre presente). Nello spazio sottostante ciascun turbinato si trova un meato che prende il nome dal turbinato che lo sovrasta (meato inferiore, medio e superiore). 

Il naso ha una funzione respiratoria e olfattiva. Per quanto concerne la funzione respiratoria, l’aria inspirata, una volta entrata nelle cavità nasali, segue un preciso tragitto: dopo aver subito l’influenza della forma e dell’orientamento delle narici, l’aria attraversa la regione pre-turbinale, sfiora la testa del turbinato inferiore e si dirige verso il meato medio, passa al di sotto del turbinato medio e fuoriesce attraverso le coane. 

Questo flusso d’aria si infrange contro il turbinato inferiore e medio e forma dei vortici di cui uno segue il meato inferiore e un altro risale nella regione olfattoria. Quest’ultima corrente è di grande importanza per la percezione olfattiva. In fase espiratoria, l’aria segue la stessa via di quella inspiratoria, passando principalmente lungo il meato inferiore. 

Per quanto concerne la funzione olfattiva, le cellule sensoriali dell’olfatto sono neuroni bipolari specializzati nella ricezione degli odori e sono poste nella parte superiore del setto nasale, al di sopra del turbinato superiore o supremo. L’essere umano può distinguere tra i 2.000 e i 4.000 odori.

RINOPLASTICA PRIMARIA, SECONDARIA ED ETNICA

In base alla cronologia dell’intervento, all'etnia del paziente e alla tecnica utilizzata la rinoplastica viene denominata primaria o secondaria, etnica, chiusa o aperta. La rinoplastica si definisce primaria quando viene eseguita per la prima volta per correggere inestetismi congeniti o acquisiti. La rinoplastica secondaria, invece, mira ad eliminare quei difetti che non è stato possibile correggere con il primo intervento o che sono stati provocati da una pregressa rinoplastica. Talvolta alcuni pazienti hanno bisogno di ulteriori interventi (rinoplastica terziaria, quaternaria, ecc.) a causa dell’importanza del trauma subito o della gravità della malformazione da cui sono affetti (labiopalatoschisi, ecc.). La rinoplastica etnica è rivolta solo ai pazienti di origine asiatica o afro-americana che desiderano ottenere una modifica (cosiddetta “occidentalizzazione”) dei loro lineamenti. La rinoplastica etnica è una chirurgia estetica particolarmente complessa in quanto i pazienti di origine asiatica e afro-americana presentano delle caratteristiche di cute, sottocute, conformazione e consistenza delle strutture osteo-cartilaginee diverse da quelle dei pazienti di origine caucasica.

RINOPLASTICA CHIUSA E APERTA (OPEN RHINOPLASTY AND CLOSED RHINOPLASTY)

A seconda della tecnica utilizzata dal chirurgo, si parla di rinoplastica “chiusa” o “aperta”

La rinoplastica chiusa è indicata per nasi che presentano piccoli difetti, soprattutto sulla punta, o che non presentano grandi deviazioni della piramide nasale. Questa tecnica consiste nell’effettuare tutte le incisioni all’interno del naso. Il chirurgo opera utilizzando una luce frontale e tutte le modifiche della piramide nasale vengono eseguite passando attraverso le narici. Questa tecnica è particolarmente difficile e viene utilizzata solo da chirurghi molto esperti. 

La rinoplastica aperta è utilizzata per correggere difetti importanti della punta come asimmetrie, punta bulbosa, naso a “pinocchio”, “pinched-nose”, punta bifida, deviata, retratta, ecc., o per correggere esiti di labiopalatoschisi, o nelle rinoplastiche secondarie o post-traumatiche. Questa tecnica prevede, oltre alle incisioni effettuate nella rinoplastica “chiusa”, anche un’incisione sulla columella (ovvero alla base della piramide nasale). Anche questa tecnica, se correttamente eseguita, non lascia cicatrici visibili. La rinoplastica “aperta” è di più facile esecuzione perché permette al chirurgo di vedere direttamente i difetti delle strutture osteo-cartilaginee da correggere. 

Qualora il paziente presenti un’eccessiva ampiezza delle narici, si può associare alla rinoplastica chiusa o aperta un’ulteriore metodica chirurgica che permette di ridurre le dimensioni e la forma delle narici mediante incisioni longitudinali o trasversali effettuate alla base del naso. Poiché non esiste un’unica tecnica valida per tutti i tipi di intervento, un bravo chirurgo dovrebbe conoscere e saper eseguire sia l’una che l’altra tecnica a seconda del difetto che si vuole correggere. La rinoplastica, inoltre, può essere eseguita da sola o in associazione alla chirurgia funzionale del naso (rinosettoplastica, chirurgia dei polipi nasali e dei turbinati).

ESISTONO LIMITI DI ETÀ PER SOTTOPORSI ALLA RINOPLASTICA?

Non esistono limiti di età per sottoporsi a questo tipo di intervento, ma è preferibile aspettare la fine dello sviluppo delle strutture ossee e cartilaginee che avviene generalmente intorno ai 15-16 anni.

QUALI ALTRI INTERVENTI POSSONO ESSERE ESEGUITI INSIEME ALLA RINOPLASTICA?

La rinoplastica può essere eseguita da sola o in associazione ad altre tecniche chirurgiche quali la blefaroplastica, il lifting, la mentoplastica o altri interventi di chirurgia estetica o funzionale (settoplastica).

QUALI SONO I RISCHI E LE COMPLICANZE DI QUESTO TIPO DI INTERVENTO?

La chirurgia di rimodellamento del naso è uno degli interventi di chirurgia estetica più difficili e complessi. Quando questo tipo di intervento viene eseguito da uno specialista in chirurgia plastica, esperto nel modellamento del naso e in strutture autorizzate, i risultati sono generalmente molto buoni. Si tratta comunque di una vera e propria procedura chirurgica dove le complicanze (sanguinamento, infezione) sono rare ma possono accadere ed essere agevolmente superate solo se l'intervento è eseguito da uno specialista in chirurgia plastica all'interno di strutture debitamente autorizzate. Per ridurre i rischi di complicanze è comunque fondamentale seguire esattamente i consigli e le istruzioni che vi darà il chirurgo prima e dopo l'intervento. I fumatori dovrebbero diminuire l'uso di sigarette perché il fumo può aumentare il rischio di complicanze e causare ritardi di guarigione.

COME SI SVOLGE LA VISITA PRE-OPERATORIA?

La rinoplastica è un intervento molto personalizzato che, come tale, necessita di un'accurata visita specialistica. Durante la prima visita il chirurgo dovrà valutare la forma e le dimensioni del naso, verificare la presenza di eventuali difetti estetici e/o funzionali e illustrarvi le possibili modificazioni armoniche della forma, del profilo e dell'estetica del vostro naso. Tali correzioni potranno essere visualizzate mediante l'elaborazione computerizzata di foto digitali del vostro viso. Il chirurgo dovrà inoltre valutare le vostre condizioni di salute per escludere la presenza di complicazioni (quali pressione alta, problemi di coagulazione o di cicatrizzazione) che potrebbero influire sul risultato finale dell'intervento. Al termine della visita il chirurgo, d'accordo con voi, sceglierà la forma del naso più adatta alla fisionomia e all'estetica del vostro volto. Prima dell'intervento riceverete istruzioni specifiche sull'alimentazione pre e post-operatoria e sull'assunzione di farmaci, alcool e sigarette.

CHE TIPO DI ANESTESIA VIENE PRATICATA?

La rinoplastica viene generalmente eseguita in anestesia generale con ricovero in regine di day surgery. Solo nei casi più complessi può essere necessario un ricovero in clinica per una o due notti. Talvolta rinoplastiche di modesta entità possono essere eseguite in anestesia locale con sedazione (ciò significa che sarete svegli ma rilassati e insensibili al dolore).

LE INCISIONI SONO VISIBILI?

Le incisioni sono assolutamente invisibili in quanto nascoste all'interno delle cavità nasali.

rinoplastica-1 - Naso
Fig.1 Naso con gibbo
e punta cadente.
rinoplastica-2 - Naso
Fig.2 Programma operatorio.
rinoplastica-3 - Naso
Fig.3 Risultato.

QUANTO DURA L'INTERVENTO?

L'intervento di rinoplastica dura circa un'ora, è del tutto indolore e termina con l'applicazione di un piccolo gesso fermato sul dorso del naso con due cerotti, ma senza l'uso di tamponi.

QUAL È IL DECORSO POST-OPERATORIO PER UN INTERVENTO DI RINOPLASTICA?

Nelle 48 ore successive all'intervento di rinoplastica dovrete rimanere a riposo con la testa sollevata. A partire dal terzo giorno potrete riprendere a svolgere una vita normale evitando però attività faticose, saune e bagni turchi, l'esposizione al sole, l'assunzione di cibi e bevande molto calde e limitando al massimo l'uso degli occhiali. Nei primi due giorni potranno apparire gonfiore ed ecchimosi intorno agli occhi. Molto raramente si possono verificare sanguinamenti che necessitano dell'uso di tamponi. Dopo sette giorni dall'intervento il chirurgo procederà alla rimozione del gesso e il vostro naso, inizialmente gonfio ed edematoso, assumerà giorno dopo giorno la forma armonica che era stata concordata prima dell'intervento. Un certo gonfiore potrà persistere anche per parecchie settimane soprattutto sulla punta del naso.

CHE TIPO DI RISULTATO SI PUÒ OTTENERE?

La rinoplastica consente di ottenere risultati molto soddisfacenti sia per il paziente che per il chirurgo plastico. Il risultato, generalmente molto buono e apprezzabile già dopo le prime due settimane, sarà definitivamente raggiunto a distanza di circa un anno dall'intervento.


Caso 1

frontale_pre - Rinoplastica
Prima
Frontale - Post - Rinoplastica
Dopo

Simulazione
Laterale - dx - Rinoplastica
Prima
Laterale - post - Rinoplastica
Dopo

Simulazione

Caso 2

Laterale - dx - Rinoplastica
Prima
Laterale - post - Rinoplastica
Dopo

Simulazione


Caso 3

Laterale - dx - Rinoplastica
Prima
Laterale - post - Rinoplastica
Dopo

Simulazione

Caso 4
Frontale - Reindirizzato- Rinoplastica
Prima
Frontale - Reindirizzato - post - Rinoplastica
Dopo

Simulazione
Frontale - Reindirizzato- Rinoplastica
Prima
Frontale - Reindirizzato - post - Rinoplastica
Dopo

Simulazione

laterale-pre - Rinoplastica
Prima
laterale-POST- Rinoplastica
Dopo

Simulazione
Frontale-pre - Profiloplastica
Prima
Frontale - POST- Profiloplastica
Dopo

Simulazione

PROFILOPLASTICA

Il termine “profiloplastica” viene usato per indicare una serie di interventi di chirurgia estetica volti ad ottenere un rimodellamento completo del profilo del viso attraverso la correzione di naso, mento e/o zigomi. Gli interventi di chirurgia estetica utilizzati nella profiloplastica sono la rinoplastica, la mentoplastica e la malaroplastica. Questi interventi possono essere eseguiti contemporaneamente oppure in tempi operatori diversi. Durante la visita specialistica è possibile simulare al computer le correzioni del profilo del viso che il chirurgo ritiene più opportune.

FAQ RINOPLASTICA

D. Nella rinoplastica chi decide la forma del naso? Il paziente o il chirurgo plastico?
R. La scelta della forma e delle dimensioni del naso viene generalmente fatta dal chirurgo plastico d'accordo con il paziente, cercando di rispettare più possibile la fisionomia del volto e le caratteristiche fisiche del paziente. Ad esempio, se la paziente è molto alta non è indicato fare un nasino alla francese, cioè con la punta molto sollevata in quanto la maggior parte delle persone, essendo di bassa o media statura, finirebbe per vedere solo le narici. In un uomo, poi, è preferibile fare un naso diritto anche se un po' più importante piuttosto che un naso minuto e all'insù. Talvolta il chirurgo potrà suggerire di effettuare anche delle lievi modifiche al mento o agli zigomi per rendere il viso più armonico e proporzionato.

D. La rinoplastica può risolvere anche problemi di respirazione?
R. Sì. All'intervento di rinoplastica può essere associato, quando occorre, una settoplastica al fine di correggere la deviazione del setto o altri problemi respiratori.

D. Dopo quanto tempo potrò riprendere a svolgere la mia attività sportiva?
R. Dopo un intervento di rinoplastica è consigliabile non esporsi al rischio di traumi per almeno un mese che è il tempo occorrente perché si perfezioni il processo di ossificazione del naso.

D. Vorrei operarmi al naso ma non so a quale chirurgo rivolgermi. Come si fa a scegliere un bravo chirurgo plastico?
R. La chirurgia di rimodellamento del naso è uno degli interventi di chirurgia estetica più difficili e complessi. Quando questo tipo di intervento viene eseguito da uno specialista in chirurgia plastica, esperto nel modellamento del naso e in strutture autorizzate, i risultati sono generalmente molto buoni. Ciò che conta nella scelta del chirurgo plastico è l'esperienza, la serietà, l'abilità e il senso estetico del chirurgo. A tal fine può essere utile informarsi sul numero di interventi eseguiti da quel professionista, vedere le foto dei pazienti operati (prima e dopo l'intervento), ed esaminare insieme le possibili modificazioni armoniche della forma, del profilo e dell'estetica del vostro naso. Tali correzioni potranno essere visualizzate mediante l'elaborazione computerizzata di foto digitali del vostro viso, anche se nessun chirurgo serio potrà mai garantirvi al 100% il raggiungimento di quello specifico risultato.

D. Vorrei sapere se nell'intervento di rinoplastica è sempre necessaria l'applicazione dei tamponi e se sono dolorosi.
R. Io, personalmente, quando eseguo una rinoplastica non utilizzo tamponi interni (che possono provocare parecchio dolore al momento della loro rimozione), neanche quando devo eseguire insieme alla rinoplastica un intervento di settoplastica. Solo raramente (in circa il 2% dei casi) può essere necessario applicare dei tamponi per far fronte ad un imprevisto sanguinamento.

D. La rinoplastica è dolorosa? Che tipo di anestesia viene praticato?
R. La rinoplastica non è un intervento doloroso. Alcuni pazienti raccontano di aver sentito dolore durante l'intervento o al momento in cui hanno tolto i tamponi. In realtà l'intervento non è assolutamente doloroso perché viene eseguito o in anestesia generale (cioè il paziente viene completamente addormentato) o in anestesia locale con sedazione (ciò vuol dire che il paziente è sveglio ma rilassato e insensibile al dolore). Io, inoltre, preferisco non utilizzare i tamponi a meno che ciò sia reso necessario per far fronte ad un imprevisto ed eccessivo sanguinamento.

D. In quale struttura può essere eseguita una rinoplastica?
R. La rinoplastica viene generalmente eseguita in anestesia generale con ricovero in clinica per una o due notti. Talvolta rinoplastiche di modesta entità possono essere eseguite in anestesia locale con sedazione (ciò significa che sarete svegli ma rilassati e insensibili al dolore) e in regime di day-hospital.

D. Dopo una rinoplastica, il naso può essere rioperato e per quante volte?
R. Dopo un intervento di rinoplastica è possibile effettuare dei ritocchi, anche se i successivi interventi sono sempre più difficili da eseguire e i miglioramenti estetici sempre meno garantiti, soprattutto quando si tratta di ricostruire un naso che a seguito del primo intervento sia divenuto eccessivamente piccolo o scavato.

D. Dopo quanti giorni potrò farmi vedere in pubblico?
R. La risposta è molto soggettiva. Alcune persone non hanno problemi ad uscire con i cerotti e il gesso sul naso (che verranno tolti dopo 7 giorni dall'intervento), mentre altre preferiscono aspettare che il gonfiore e l'ematoma che spesso appaiono subito dopo l'intervento e che possono perdurare per circa 7-10 giorni, si siano completamente riassorbiti. Comunque la maggior parte dei pazienti è già presentabile subito dopo la rimozione del gesso.

D. Quando potrò rimettere gli occhiali?
R. L'uso degli occhiali è sconsigliato per almeno un mese. Se non è possibile utilizzare le lenti a contatto occorrerà tenere gli occhiali con la mano evitando che la montatura poggi sul naso.

D. Dopo la rimozione del gesso il mio naso avrà assunto la forma definitiva o dovrà ancora assestarsi?
R. Dopo la rimozione del gesso il naso apparirà molto più gonfio ed edematoso rispetto alla forma armonica che era stata concordata prima dell'intervento, soprattutto sulla punta del naso. Il risultato estetico finale, apprezzabile già dopo le prime due settimane, sarà definitivamente raggiunto a distanza di circa un anno dall'intervento.

D. Vorrei farmi un piercing al naso. E' sicuro? Se in un secondo tempo dovessi cambiare idea, il buco si chiuderà da solo o rimarrà il segno?
R. Il piercing, essendo un corpo estraneo, può essere veicolo di piccole infezioni batteriche che potrebbero danneggiare i tessuti sottocutanei e le cartilagini del naso. Una volta fatto, resterà sempre un piccolo segno che potrà eventualmente essere corretto in anestesia locale ma che lascerà comunque una inevitabile cicatrice sul naso.

D. Come si fa a richiedere il finanziamento dell'intervento chirurgico di rinoplastica?
R. E' possibile richiedere il pagamento a rate dell'intervento di rinoplastica, chiedendo al proprio chirurgo estetico quali sono le modalità di finanziamento della chirurgia estetica nei casi in cui non si abbia l'immediata disponibilità economica per pagare un intervento.

Prof. Mario Dini - Specialista in Chirurgia Plastica e Estetica

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