MASTOPLASTICA ADDITIVA

CHE COS'È LA MASTOPLASTICA ADDITIVA?

La mastoplastica additiva, più comunemente nota come chirurgia di aumento del volume del seno, è diventato l’intervento maggiormente richiesto in chirurgia estetica. La mastoplastica additiva consente di modificare la forma e le dimensioni di un seno troppo piccolo o di correggere un'asimmetria mammaria migliorando l'armonia del corpo e il proprio senso di autostima.

PER CHI È INDICATO QUESTO TIPO DI INTERVENTO?

L'intervento di mastoplastica additiva è indicato per le donne che desiderano: 

  • rendere più proporzionato e voluminoso il proprio seno rispetto al corpo; 
  • ridare forma e volume ad un seno che si è sciupato con la gravidanza e l'allattamento;
  • correggere un'asimmetria mammaria, cioè migliorare una differenza di volume tra le due mammelle.

Mastoplastica additiva

Il Prof. Mario Dini descrive ad una paziente le indicazioni, le tecniche chirurgiche e il decorso di un intervento di aumento del seno. Guarda il video!

UN PO' DI STORIA

La prima mastoplastica additiva risale al 1895 quando il medico Czerny trasferì un lipoma dal fianco di una paziente alla regione mammaria per correggere un difetto causato dall’asportazione di un fibroadenoma. 

Durante i successivi cinquant’anni, per soddisfare il desiderio delle pazienti di aumentare il volume del seno, vari chirurghi impiantarono nella mammella una vasta varietà di materiali tra cui l’avorio, il vetro, la gomma, la cartilagine, la lana, la spugna e la paraffina, con risultati disastrosi sia perché davano alla mammella un aspetto deformato e innaturale, sia per l’altissimo rischio di rigetto e di necrosi. 

Dal 1950 al 1960 furono testate altre sostanze iniettabili come la gelatina di petrolio, la cera, la resina, lo stucco, l’olio di silicone, il poliuretano, il nylon, il polipropilene e il teflon, ma i risultati furono altrettanto scoraggianti a causa dell’alta percentuale di complicanze ad essi collegate tra cui dolore, edema, ulcerazioni, calcificazioni, granulomi, migrazione del fluido iniettato e formazione di cisti fino alla necrosi totale del tessuto mammario che rendeva necessaria una mastectomia bilaterale. 

Questa tendenza cambiò nel 1963 quando Cronin e Gerow iniziarono ad utilizzare un involucro di silicone riempito con gel di silicone. Le protesi di Cronin e Gerow avevano inizialmente una forma a goccia, un rinforzo posteriore in Dacron che fu quasi subito eliminato, un involucro spesso e un gel di riempimento viscoso. 

Per ridurre il rischio di contrattura capsulare ed ottenere un seno più naturale, col tempo furono ideati involucri più sottili e gel di riempimento più fluidi che però rendevano questi modelli più soggetti a rottura e a trasudazione all’esterno del gel contenuto all’interno. Nel frattempo furono brevettate le prime protesi riempite di soluzione salina che, sebbene andassero incontro ad una minor percentuale di casi di contrattura capsulare, erano spesso soggette a diminuzione di volume per perdita di liquido, avevano una durata inferiore rispetto alle protesi in gel di silicone ed erano considerate poco confortevoli perché rendevano percepibile al tatto il movimento della soluzione acquosa di riempimento e le pieghe dell’involucro. 

Negli anni dal 1970 al 1990 fecero la loro comparsa molti nuovi materiali (idrogel, polivinilpirrolidone, olio di soia, ecc.) che tentavano di riprodurre le caratteristiche dei gel evitando i difetti delle soluzioni acquose, ma la maggior parte di questi prodotti sono stati successivamente ritirati dal mercato perché ritenuti non sufficientemente sicuri per la salute delle pazienti. Anche le protesi in gel di silicone furono ritirate dal mercato statunitense ed europeo nel 1992 per timore che potessero causare un’aumentata incidenza di tumori mammari e malattie autoimmuni. Attualmente, però, l’uso di protesi in gel di silicone è nuovamente consentito e largamente praticato grazie alle risultanze di numerosi studi scientifici che non hanno riscontrato alcuna correlazione tra questo tipo di malattie e l’uso di protesi mammarie.

LE PROTESI

La scelta delle protesi è una fase molto delicata ed importante che condiziona fortemente il risultato finale dell’intervento. E’ compito del chirurgo plastico scegliere un tipo di protesi che sia adatto alla conformazione fisica della paziente e alle caratteristiche dei suoi tessuti, al fine di ottenere un seno più naturale possibile. 

Attualmente esistono in commercio diverse tipologie di protesi che si differenziano per forma, superficie e contenuto

Le protesi possono avere forma rotonda o con profilo anatomico (a goccia). Le prime sono più indicate per pazienti il cui seno presenta una forma armonica e desiderano un aumento di volume moderato o per quelle donne che a seguito di una o più gravidanze hanno un seno “svuotato” e/o cadente, mentre le protesi con profilo anatomico sono indicate per donne con pochissimo seno o che desiderano ottenere un effetto molto naturale. Alcune protesi, inoltre, offrono diversi gradi di proiezione (basso, medio e alto) a seconda del grado di proiezione che la paziente intende ottenere. Esternamente, le protesi mammarie possono avere una superficie liscia o rugosa (protesi lisce o testurizzate). Le protesi a superficie liscia hanno un involucro leggermente più morbido e poco percepibile al tatto anche quando vengono posizionate sotto la ghiandola mammaria. Le protesi testurizzate sono invece un po’ più rigide al tatto, ma vengono preferite da molti chirurghi in quanto vanno incontro a minore “rigetto” (contrattura capsulare). 

Le protesi utilizzate nella chirurgia di aumento del seno sono costituite da un involucro esterno di silicone e da un contenuto interno che può essere di gel di silicone o di soluzione fisiologica. Il gel di silicone è un materiale altamente coesivo e uniforme che pur avendo la morbidezza e la consistenza propria del tessuto mammario, agisce come una sostanza solida permettendo di evitare, in caso di rottura accidentale dell’impianto, la migrazione e la dispersione del suo contenuto all’interno della regione mammaria. 

Le protesi con gel di silicone sono disponibili in tre diversi gradi di coesività (morbido, leggermente denso e molto denso) al fine di garantire il massimo livello di resistenza, sicurezza e confort. Le protesi con soluzione fisiologica sono meno usate, ma altrettanto funzionali in quanto sono dotate di un tubicino di riempimento rimovibile che permette al chirurgo di modificare, nei sei mesi successivi all’intervento, la dimensione della protesi attraverso il riempimento o lo svuotamento della quantità di soluzione contenuta al suo interno.

Le migliori protesi mammarie sono prodotte da due aziende americane: Mentor, Allergan (ex Mc Ghan) e Silimed e sono le uniche utilizzate nell’ambito della nostra attività chirurgica. Tutte le protesi di ultima generazione garantiscono il massimo grado di sicurezza, resistenza e confort. Studi scientifici hanno inoltre dimostrato che non esiste alcuna correlazione tra l’uso di protesi mammarie e l’insorgenza di tumori al seno, malattie autoimmuni o del tessuto connettivo. Recentemente alcuni studi hanno addirittura dimostrato una minore incidenza di tumore mammario in donne portatrici di protesi mammarie. Le più importanti case produttrici (Mentor, Allergan e Silimed) garantiscono le protesi non più per dieci anni come era fino a qualche anno fa, ma per tutta la vita. Nel corso del tempo le protesi possono essere sostituite per scelta personale (qualora la paziente desideri modificare il tipo o la dimensione dell’impianto) o a causa dell’insorgenza di complicanze (es. contrattura capsulare) o rotture.

ESISTONO LIMITI DI ETÀ PER SOTTOPORSI ALLA MASTOPLASTICA ADDITIVA

Non esistono limiti di età per sottoporsi a questo tipo di intervento, ma è preferibile attendere il completo sviluppo del seno che avviene generalmente intorno alla maggiore età.

QUALI ALTRI INTERVENTI POSSONO ESSERE ESEGUITI INSIEME ALLA MASTOPLASTICA ADDITIVA?

La mastoplastica additiva può essere eseguita da sola o in associazione ad altre tecniche chirurgiche quali la mastopessi, l'addominoplastica, la liposuzione o altri interventi di chirurgia estetica.

QUALI SONO I RISCHI E LE COMPLICANZE DI QUESTO TIPO DI INTERVENTO?

La chirurgia di aumento del seno è una procedura chirurgica abbastanza semplice che dà in genere ottimi risultati, di grande soddisfazione sia per la paziente che per il chirurgo che la esegue. Molte migliaia di mastoplastiche additive vengono eseguite ogni anno con successo in tutto il mondo. 

Occorre però non sottovalutare la natura e i rischi di un intervento chirurgico e non cedere alla tentazione di rivolgersi a medici non specialisti che offrono prestazioni a prezzi relativamente modici in strutture non autorizzate (centri estetici, ambulatori, ecc.), perché si tratta comunque di un intervento chirurgico serio, dove le complicanze sono rare ma possono accadere ed essere agevolmente superate solo se l'intervento è eseguito da uno specialista in chirurgia plastica all'interno di strutture debitamente autorizzate. 

Una possibile complicanza della mastoplastica additiva è la cosiddetta contrattura capsulare (o "rigetto della protesi") che deriva dalla reazione dell'organismo all'introduzione di un corpo estraneo. La contrattura capsulare consiste nella formazione di una cicatrice (o "capsula") tutto intorno alla protesi che può, col tempo, provocare dolore e compromettere il risultato estetico dell'intervento. Raramente si possono verificare infezione, ipersensibilità o iposensibilità dell'areola o del capezzolo, dislocazione della protesi o formazione di pliche cutanee intorno all'impianto. Per ridurre i rischi di complicanze è comunque fondamentale seguire esattamente i consigli e le istruzioni che vi darà il chirurgo prima e dopo l'intervento. le fumatrici dovrebbero diminuire l'uso di sigarette perché il fumo può aumentare il rischio di complicanze e ritardi di guarigione.

COME SI SVOLGE LA VISITA PRE-OPERATORIA?

La mastoplastica additiva è un intervento molto personalizzato che, come tale, necessita di un'accurata visita specialistica. Durante la prima visita il chirurgo dovrà valutare la forma e le dimensioni del seno, dell'areola e del capezzolo e illustrarvi le possibili modificazioni di forma e di volume che la più moderna tecnica chirurgica mette a disposizione per il vostro caso. Il chirurgo dovrà inoltre valutare il vostro stato di salute per escludere la presenza di alterazioni (quali pressione alta, problemi di coagulazione o di cicatrizzazione) che potrebbero influire sul risultato finale dell'intervento. Prima dell'intervento riceverete istruzioni precise sull'alimentazione pre e post-operatoria, sull'assunzione di farmaci, alcool e sigarette. Al termine della visita il chirurgo, d'accordo con voi, sceglierà la tipologia di protesi da utilizzare per l'intervento di mastoplastica, la via di accesso più indicata (periareolare, dal solco sottomammario o dalla via ascellare) e il posizionamento corretto dell'impianto (sottoghiandolare, dual plane o sottomuscolare). Le protesi utilizzate nella chirurgia di aumento del seno sono costituite da un involucro esterno di silicone e da un contenuto interno che può essere di gel di silicone o di soluzione fisiologica. Altre sostanze utilizzate in passato, come olio di soia o altro, sono state progressivamente abbandonate.  A seconda della forma del seno che il chirurgo plastico vuole ottenere si può scegliere una protesi rotonda oppure una protesi con profilo anatomico o a goccia. Esternamente, le protesi mammarie possono essere a superficie liscia oppure a superficie rugosa (testurizzate). Le protesi a superficie liscia hanno un rivestimento leggermente più morbido ed è meno probabile che vengano percepite al tatto, anche se posizionate sotto la ghiandola mammaria. Le protesi testurizzate sono invece un po' più rigide ma oggi più utilizzate delle lisce perché danno minore "rigetto" (cosiddetta contrattura capsulare) una volta inserite nella regione mammaria. L'impianto di protesi mammarie non provoca né aumenta l'incidenza di tumore al seno, di malattie autoimmuni o di malattie del tessuto connettivo. Anzi, è stata recentemente dimostrata una minore incidenza di tumore mammario in donne portatrici di protesi mammarie. La maggior parte delle case produttrici garantiscono le protesi mammarie per tutta la vita, anche se consigliano la loro sostituzione per evitare eventuali deformazioni o sgonfiamenti delle protesi dovuti all'uso prolungato delle stesse. La sostituzione delle protesi può essere una questione di scelta personale (nel caso si voglia cambiare il tipo o la dimensione della protesi) o una necessità dovuta all'insorgere di complicanze (es. contrattura capsulare) e può avvenire a distanza di pochi anni o dopo 10-20 anni dall'intervento chirurgico.

DOVE VENGONO FATTE LE INCISIONI?

Le vie di accesso maggiormente utilizzate nella chirurgia di aumento del seno sono dall'areola, dal solco sottomammario oppure dalla regione ascellare. Le incisioni sono poco visibili in quanto rimangono nascoste, rispettivamente, lungo il contorno dell'areola o nelle pieghe cutanee dell'ascella o della mammella. Le protesi mammarie possono essere posizionate al di sotto del muscolo grande pettorale oppure al di sotto della ghiandola mammaria o con tecnica dual plane

TECNICHE CHIRURGICHE

L’intervento di mastoplastica additiva avviene mediante l’inserimento di protesi mammarie al di sotto della ghiandola mammaria o del muscolo grande pettorale o con la tecnica del dual plane.  Il posizionamento della protesi al di sotto della ghiandola mammaria rende più agevole il lavoro del chirurgo, ma ha lo svantaggio di rendere più palpabile e visibile la protesi e più difficile l’esame mammografico.  Il posizionamento al di sotto del muscolo grande pettorale, invece, permette di ridurre la visibilità della protesi e il rischio di una contrattura capsulare e di facilitare l’esame mammografico, ma comporta una maggiore durata dell’intervento e del post-operatorio e il rischio di spostamento della protesi verso l’alto.  Per ovviare a questi inconvenienti è stata sviluppata una nuova tecnica chiamata Dual Plane che consiste nel posizionare la parte superiore della protesi sotto il muscolo grande pettorale (dove la cute è più sottile e il rischio di palpabilità della protesi è più alto) e la parte inferiore sotto la ghiandola (per ridurre il rischio di spostamento verso l’alto ed ottenere un seno dall’aspetto più naturale). Il posizionamento della protesi al di sotto del muscolo grande pettorale generalmente permette di ottenere un risultato estetico migliore, più naturale e più duraturo riducendo inoltre il rischio di contrattura capsulare che si potrebbe verificare in conseguenza dell'impianto di una protesi mammaria.
mastoplastica-additiva-3 - Mastoplastica
Fig.1 Protesi sottoghiandolari
e sottomuscolari.

CHE TIPO DI ANESTESIA VIENE PRATICATA?

La mastoplastica additiva viene generalmente eseguita in regime di day-hospital e in anestesia generale senza intubazione (cioè solo con l’ausilio della maschera laringea). Talvolta può essere eseguita anche in anestesia locale con sedazione (che consente alla paziente di rimanere sveglia, ma rilassata e insensibile al dolore). In rari casi può essere richiesto il ricovero in clinica per una o due notti. Prima dell’intervento l’anestesista eseguirà un’accurata visita pre-operatoria e prescriverà un elenco di esami di routine quali: Elettrocardiogramma, Emocromo, PT, PTT, fibrinogeno, Elettroliti, Glicemia, azotemia, creatinemia, Sierologia (virus epatite B, C e HIV), Visita senologica con ecografia mammaria e/o mammografia.

QUANTO DURA L'INTERVENTO?

L'intervento di mastoplastica additiva dura circa 1 ora e termina con una medicazione costituita da un reggiseno che verrà sostituito dopo qualche giorno.

QUAL È IL DECORSO POST-OPERATORIO?

Nelle 48 ore successive all'intervento di mastoplastica additiva dovrete rimanere a riposo. A partire dal terzo giorno potrete riprendere a svolgere una vita normale evitando però attività faticose, saune, bagni turchi e l'esposizione al sole. Nei primi due giorni potranno verificarsi gonfiore, ecchimosi e indolenzimento nella regione mammaria. Dopo 4-5 giorni potrete riprendere la vostra attività lavorativa se non eccessivamente faticosa. A tre settimane dall'intervento chirurgico riprenderete progressivamente a svolgere tutte le normali attività compresa quella sportiva.

CHE TIPO DI RISULTATO SI PUÒ OTTENERE?

La mastoplastica additiva dà generalmente dei risultati molto buoni e di grande soddisfazione per la paziente e per il chirurgo che la esegue. Il risultato conseguito è duraturo ma non può dirsi del tutto permanente perché soggetto ai normali processi di invecchiamento del corpo e agli effetti della gravità.

COSTI

Il costo dell’intervento è condizionato da diversi fattori tra cui il tipo di anestesia praticato, il tipo di ricovero (day-hospital o ricovero in clinica), la difficoltà e la durata presumibile dell’intervento e il modello di protesi prescelto. Il costo complessivo dell’intervento di mastoplastica additiva può quindi variare dai 6.000 ai 10.000 euro.

Caso 1

additiva%20media%20frontale%20PRE - Mastoplastica
Prima
additiva%20media%20frontale%20POST - Mastoplastica
Dopo
Simulazione
additiva%20media%20flaterale%20PRE - Mastoplastica
Prima
additiva%20media%20frontale%20POST - Mastoplastica
Dopo
Simulazione
additiva%20media%203_4%20PRE - Mastoplastica
Prima
additiva%20media%203_4%20POST - Mastoplastica
Dopo
Simulazione

Caso 2

additiva%20grande%20frontale%20PRE - Mastoplastica
Prima
Additiva-grande-post - Mastoplastica
Dopo
Simulazione
additiva-grande-laterale-PRE - Mastoplastica
Prima
additiva-grande-laterale-POST - Mastoplastica
Dopo
Simulazione
additiva-grande-PRE - Mastoplastica
Prima
additiva-grande3-POST - Mastoplastica
Dopo
Simulazione

Caso 3

asimmetria-frontale-0PRE - Mastoplastica
Prima
asimmetria-frontale-POST - Mastoplastica
Dopo
Simulazione
asimmetria-laterale-PRE - Mastoplastica
Prima
asimmetria-laterale-POST - Mastoplastica
Dopo
Simulazione
asimmetria-PRE - Mastoplastica
Prima
asimmetria-POST - Mastoplastica
Dopo
Simulazione

CONSENSO INFORMATO

La mastoplastica additiva è un intervento chirurgico abbastanza semplice che dà in genere risultati molto buoni e di grande soddisfazione per la paziente. Milioni di mastoplastiche additive vengono eseguite ogni anno con successo in tutto il mondo. Occorre però non sottovalutare la natura e i rischi di questo intervento ed evitare assolutamente di rivolgersi a medici non specialisti che offrono prestazioni a basso costo in strutture non autorizzate (centri estetici, ambulatori, ecc.), perché ogni intervento chirurgico presenta dei rischi e può andare incontro a complicanze che possono essere agevolmente superate solo se l’intervento è eseguito da uno specialista in chirurgia plastica all’interno di strutture debitamente autorizzate.

Tra le complicanze della mastoplastica additiva si possono annoverare: 

LA CONTRATTURA CAPSULARE:

Le protesi mammarie sono costituite da gel di silicone o soluzione fisiologica avvolte da un involucro di silicone solido, materiale "bio-compatibile" per eccellenza, che determina comunque nell'organismo una reazione da corpo estraneo consistente nella formazione di una pellicola fibrosa, lungo le pareti della tasca di alloggiamento, che avvolge il guscio dell'impianto. In pratica, avviene una sorta di cicatrizzazione interna attraverso la produzione di una membrana che circonda le protesi, più aderente in caso di impianti testurizzati o rivestiti di poliuretano rispetto alle protesi lisce. Questo involucro "naturale" svolge generalmente una funzione positiva perché isola le protesi dal resto dell'organismo e le stabilizza nella posizione corretta, limitando la tendenza dell’impianto a migrare verso il basso. In caso di rottura, inoltre, la densa barriera costituita da questa “pellicola” impedisce al gel di diffondersi rapidamente nei tessuti limitrofi. 

Talvolta, però, la reazione dell'organismo non è così blanda e funzionale, e può accadere che si formino delle capsule periprotesiche spesse e rigide, che stringono le protesi fino a farle diventare dure e deformi. Questo fenomeno viene definito "contrattura della capsula periprotesica". 

Per definire la durezza della mammella e l’intensità della contrattura si utilizza la scala di Baker che opera una classificazione in base a quattro diversi gradi ingravescenti: 

  • nel I grado la consistenza della mammella è perfettamente uguale a quella naturale e quindi la protesi non è palpa­bile né visibile; 
  • nel II grado l’impianto è palpabile ma non visibile. La mammella con la protesi è meno soffice di un seno "normale" e si percepisce che al suo interno è alloggiato un corpo estraneo, anche se non è facile distinguerlo con chiarezza. Molte donne con mammelle inseribili in questo gruppo non si lamentano affatto del problema e spesso lo interpretano come una maggior tonicità; 
  • nel III grado la protesi è palpabile e visibile con tendenza a fissarsi ai tessuti limitrofi in modo innaturale; 
  • nel IV grado rientrano le contratture più gravi a causa delle quali le mammelle appaiono dure (a volte come vere e proprie pietre), fredde e deformi, con dislocazioni imbarazzanti. Le contratture di IV grado spesso determinano anche un certo indolenzimento, talvolta intermittente, più raramente continuo ed assillante. 

La contrattura della capsula periprotesica è la complicanza più frequente sin dagli albori della mastoplastica additiva. Negli anni '80 circa il 30% delle protesi impiantate andava incontro a questa complicazione nell'arco di pochissimi anni, spesso addirittura nel giro di pochi mesi. Attualmente la percentuale è molto bassa e si è mediamente assestata intorno al 1-2% per le protesi posizionate al di sotto del muscolo pettorale o Dual Plane. Il ruolo della terapia farmacologica nella prevenzione della contrattura è piuttosto discusso, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo e l’efficacia di corticosteroidi. E’ stata invece dimostrata l'efficacia dello Zafirlukast (Accoleit 20 mg) nel ridurre concretamente le contratture e nel curare quelle già manifeste. Lo Zafirlukast è un farmaco usato nella terapia dell'asma, il cui effetto antiflogistico è dovuto all'inibizione dei leucotrieni, composti chimici prodotti dai leucociti che contribuiscono alle reazioni infiammatorie. Il dosaggio da somministrare è di 20 mg due volte al giorno per alcuni mesi. Alcuni chirurghi, inoltre, utilizzano gli ultrasuoni esterni per trattare e prevenire l'indurimento delle protesi. Gli ultrasuoni, infatti, hanno un comprovato effetto antinfiammatorio; inoltre, grazie al micromassaggio che producono, migliorano il drenaggio linfatico contribuendo a risolvere l'edema locale; aumentano l'ossigenazione tissutale ed il metabolismo cellulare, stimolando la guarigione e la vibrazione ad alta frequenza che determinano contribuisce a frantumare la capsula mediante un effetto fibrolitico. 

LA ROTTURA DELLA PROTESI:

Gli impianti mammari, come qualsiasi altra protesi, vanno incontro a progressiva usura e, talvolta, a rottura. La durata della protesi è molto variabile e dipende da vari fattori tra cui la qualità delle protesi utilizzate, le diverse tecniche chirurgiche, il tipo di incisione, la sede e la profondità di alloggiamento e gli strumenti utilizzati. Un ruolo importante hanno anche le caratteristiche tissutali delle pazienti (molto diverse da un soggetto all'altro), lo stile di vita e la potenzialità soggettiva a subire traumi, la differente intensità e durata dell'esposizione al sole, la disponibilità a seguire le prescrizioni mediche, ecc. Non è quindi possibile stabilire a priori e in maniera generalizzata se la durata media di una protesi possa essere di 10, 15, 20 o più anni. Si consiglia, al minimo dubbio di possibile rottura, di effettuare esami specifici. L’ecografia mammaria è in grado di offrire utili indizi diagnostici, sufficienti nella maggior parte dei casi ad accertare i casi di effettiva rottura della protesi. Nei casi dubbi conviene ricorrere ad una risonanza magnetica nucleare, sebbene sia un esame più impegnativo e costoso. Nessun tipo di esame strumentale, in ogni caso, consente una diagnosi certa al 100% di rottura di protesi. 

ALTRE COMPLICANZE:

Raramente si possono verificare raccolte ematiche e sierose, infezione, ipersensibilità o iposensibilità dell’areola o del capezzolo, dislocazione della protesi, lieve asimmetria mammaria, formazione di pliche cutanee intorno all’impianto. Studi scientifici, tra cui quelli effettuati dallo IOM e dall’IRG, hanno escluso la possibilità di passaggio di sostanze nocive dalle protesi al latte materno. Quando il posizionamento della protesi avviene mediante incisione chirurgica periareolare, la possibilità di allattare può risultare diminuita. Per ridurre i rischi di complicanze è comunque fondamentale seguire attentamente i consigli e le istruzioni impartiti dal chirurgo prima e dopo l’intervento.

I fumatori dovrebbero diminuire l’uso di sigarette perché il fumo può aumentare il rischio di complicanze e causare ritardi di guarigione. Durante la visita e prima dell’intervento il chirurgo vi darà tutte le informazioni necessarie, ivi comprese quelle relative ai rischi e alle complicanze connesse a questo tipo di intervento. La paziente è tenuta a rilasciare il proprio consenso all’intervento chirurgico sottoscrivendo il modulo di consenso redatto dalla Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica (SICPRE)

FAQ MASTOPLASTICA ADDITIVA

D. Cos'è la mastoplastica additiva?
R. La mastoplastica additiva è l'intervento di chirurgia estetica che serve per aumentare o ingrandire il volume di un seno piccolo, svuotato o cadente attraverso l'inserimento di protesi di silicone che vengono posizionate sopra o sotto il muscolo della mammella.

D. In quali casi è indicata la mastoplastica additiva?
R. Questo tipo di intervento è indicato nei casi di seno troppo piccolo, di seno cadente dopo la gravidanza e l'allattamento, di seno il cui volume sia diminuito in seguito ad un forte dimagrimento o quando vi è asimmetria delle mammelle nel senso che un seno è più grande dell'altro.

D. A quale età si può fare la mastoplastica additiva?
R. L'intervento può essere eseguito a qualsiasi età purché dopo che le mammelle siano completamente sviluppate.

D. L'intervento di aumento del seno è doloroso?
R. No. Dopo l'intervento può manifestarsi un lieve indolenzimento nella regione mammaria che potrà essere efficacemente controllato con degli analgesici.

D. Il seno rifatto sembrerà naturale?
R. Un seno operato di mastoplastica additiva è simile ad un seno naturale a condizione che le protesi utilizzate siano di forma e dimensioni adeguate al fisico della paziente, siano posizionate sotto il muscolo pettorale e non insorgano complicanze come la contrattura capsulare.

D. Il seno operato di protesi si riconosce al tatto?
R. Se le protesi sono ben posizionate e non vi sono reazioni da parte dell'organismo (come ad esempio la contrattura capsulare), il seno operato è molto naturale e morbido al tatto.

D. Quanto dura l'intervento e quanto tempo mi ci vorrà per riprendermi?
R. L'intervento dura normalmente da una a due ore e viene eseguito in anestesia generale o in anestesia locale con sedazione. Il giorno seguente potrete tornare a casa e la sensazione di indolenzimento sparirà nell'arco di una settimana. Le suture superficiali vengono rimosse dopo due settimane. Potrete sentirvi stanca e indolenzita per diversi giorni e sentire il seno gonfio e sensibile. Se le protesi sono state posizionate sotto il muscolo, per alcuni giorni potreste avere qualche difficoltà a sollevare le braccia sopra la testa. Nelle 48 ore successive all'intervento dovrete rimanere a riposo. A partire dal terzo giorno potrete riprendere a svolgere una vita normale. Dopo 4-5 giorni potrete riprendere la vostra attività lavorativa se non eccessivamente faticosa e nell'arco di tre settimane potrete tornare a svolgere tutte le normali attività compresa quella sportiva.

D. Dopo l'intervento di mastoplastica additiva, il seno è più freddo del resto del corpo?
R. Assolutamente no poiché la protesi raggiunge la stessa temperatura del corpo.

D. Dopo l'intervento di mastoplastica additiva, potrò allattare?
R. Molte donne con protesi mammarie allattano tranquillamente i propri figli. Studi recenti indicano che le donne con protesi mammarie non presentano livelli di silicone più alti nel latte di quelle con protesi mammarie. Le protesi mammarie però possono interferire sull'abilità di una donna ad allattare se l'incisione mammaria è intorno all'areola.

D. Cosa succede al seno rifatto durante una gravidanza?
R. Durante la gravidanza i seni operati si comporteranno come un seno normale e quindi si ingrandiranno e saranno sottoposti a tutte le usuali modifiche associate alla gravidanza. La quantità di aumento del seno varierà da donna a donna ma sarà ovviamente in parte influenzato dalle dimensioni della protesi.

D. Quando potrò viaggiare in aereo o fare immersioni subacquee?
R. Non esiste nessuna controindicazione a viaggiare in aereo o a fare immersioni subacquee con protesi con gel di silicone. A volte le protesi riempite con soluzione fisiologica (acqua), se troppo sollecitate a pressioni idrostatiche, potrebbero subire delle perdite e quindi sgonfiarsi.

D. Dopo l'intervento di mastoplastica additiva perderò la sensibilità al capezzolo?
R. Dopo l'intervento di aumento del seno la sensibilità del capezzolo potrebbe aumentare o diminuire. Questa variazione molto spesso è temporanea e solo in pochi casi può diventare permanente.

D. Dopo l'intervento è obbligatorio o consigliato l'uso di un reggiseno?
R. Dopo l'intervento è consigliato l'uso di un reggiseno rinforzato per circa un mese. Dopodichè la paziente è libera di decidere se usare o meno il reggiseno.

D. Posso abbronzarmi al sole o in un istituto di bellezza se ho le protesi?
R. Si, ma non prima di due mesi dall'intervento chirurgico e comunque non prima di un anno sulla cicatrice attraverso cui è stata inserita la protesi.

D. Dopo quanto tempo dall'intervento posso ricominciare a fare sport?
R. Normalmente dopo l'intervento di mastoplastica additiva occorre attendere un mese prima di ricominciare a svolgere qualsiasi attività, soprattutto quella sportiva. Inoltre è consigliabile limitare l'attività fisica e l'esposizione al sole fino a quando l'incisione non sia completamente cicatrizzata al fine di non produrre sudorazione nei pressi dell'incisione durante il processo di cicatrizzazione.

D. Ci sono attività sportive che si dovrebbero evitare?
R. Per alcune persone con protesi mammarie è possibile praticare sport di contatto come il Tae Kwon Do, ma possono esserci delle limitazioni in base al tipo di intervento chirurgico e alle dimensioni delle protesi mammarie che, ovviamente, variano da paziente a paziente.

D. Ci sono controindicazioni per le fumatrici?
R. E' consigliabile astenersi dal fumare prima e dopo l'intervento chirurgico perché il fumo può aumentare il rischio di complicanze e causare ritardi di guarigione.

D. Ci sono effetti collaterali?
R. In casi molto rari può verificarsi una contrattura capsulare che può dare al seno una consistenza più dura del normale e quindi talvolta è necessario rimuovere le protesi e sostituirle.

D. Le protesi al silicone sono sicure?
R. Si. Studi scientifici hanno dimostrato che non esiste alcuna evidenza che le protesi di silicone siano responsabili di malattie gravi del corpo. Le donne sono costantemente esposte al silicone quotidianamente. Il silicone, infatti, può essere contenuto in molti oggetti che comunemente si trovano in casa, come sostanze lucidanti, abbronzanti e creme per le mani, saponi, alimenti e rivestimenti.

D. In che modo le protesi mammarie influenzano la mammografia?
R. Le protesi mammarie possono rendere l'indagine mammografia meno agevole solo nel caso in cui siano posizionate al di sopra del muscolo pettorale (sottoghiandolari). Se, invece, le protesi mammarie sono posizionate al di sotto del muscolo pettorale il radiologo non avrà alcuna difficoltà a svolgere la sua indagine.

D. E' possibile rimuovere le protesi e se si, dopo quanto tempo dal primo intervento? R. Si. La rimozione delle protesi è un intervento chirurgico semplice che può essere eseguito in qualsiasi momento e la paziente ritorna in genere allo stato antecedente all'intervento di aumento di seno.

D. Le protesi mammarie di silicone possono causare il tumore al seno?
R. Nessuno studio ha mai dimostrato che l'impianto di protesi al silicone possa causare o aumentare la percentuale di cancro alla mammella.

D. L'inserimento delle protesi potrebbe causare smagliature al seno?
R. Solo nel caso che si utilizzino delle protesi di dimensione eccessiva in una paziente con una cute non particolarmente elastica.

D. Quanti tipi di protesi esistono in commercio e da cosa dipende la scelta di un tipo piuttosto che un altro?
R. Le protesi utilizzate nella mastoplastica additiva sono costituite da un involucro esterno di silicone e da un contenuto interno che può essere di gel di silicone o di soluzione fisiologica. Altre sostanze utilizzate in passato, come olio di soia o altro, sono state progressivamente abbandonate. A seconda della forma del seno che il chirurgo plastico e la paziente vogliono ottenere si può scegliere una protesi rotonda oppure una protesi con profilo anatomico o a goccia. Generalmente le protesi anatomiche offrono un aspetto più naturale e proporzionato. Esternamente, le protesi mammarie possono essere a superficie liscia oppure a superficie rugosa (testurizzate). Le protesi a superficie liscia hanno un rivestimento leggermente più morbido ed è meno probabile che vengano percepite al tatto. Le protesi testurizzate sono invece un po' più rigide ma oggi più utilizzate delle lisce perché danno minore “rigetto” (cosiddetta contrattura capsulare) una volta inserite nella regione mammaria.

D. Quanto tempo durano le protesi mammarie?
R. Le più importanti case produttrici di protesi (McGhann, Mentor, Silimed) garantiscono le protesi mammarie per la vita, anche se consigliano la loro sostituzione nel tempo per evitare eventuali deformazioni o sgonfiamenti delle protesi dovuti all'uso prolungato delle stesse. In realtà se non sussistono problemi specifici le protesi possono essere mantenute tranquillamente per un tempo indeterminato.

D. Quanto dura il risultato?
R. Il risultato è duraturo. Tuttavia l'effetto della gravità e dell'invecchiamento può modificare nel tempo l'aspetto del seno come accade normalmente a qualsiasi seno naturale.

Prof. Mario Dini - Specialista in Chirurgia Plastica e Estetica

Prenota un appuntamento
con il Prof. Mario Dini

Scegli la tua città

Tutti i contenuti pubblicati in questo sito sono stati scritti personalmente dal Prof. Mario Dini a scopo divulgativo.