D. Ho 23 anni. Devo sottopormi ad un intervento di asportazione di una cisti sulla schiena ma siccome ho difficoltà a cicatrizzare ho paura che possa venirmi un cheloide. Cosa mi consiglia?
R. Purtroppo la probabilità che si formi una brutta cicatrice non dipende dalla maggiore o minore abilità del chirurgo, ma dal modo in cui la cute di un soggetto tende a guarire e in misura minore dal tipo di evento che ne ha determinato la formazione e dalle precauzioni adottate durante la fase di guarigione.
Le variabili che influenzano la formazione di una cicatrice sono molte: in generale, i soggetti con carnagione chiara hanno maggiore probabilità di presentare cicatrici di buona qualità rispetto ai soggetti con carnagione scura. Inoltre in alcune regioni del corpo, come ad esempio nella regione toracica, dietro le orecchie e sulle spalle, le cicatrici tendono per costituzione a risultare più evidenti.
D. Sono una ragazza di 28 anni. Sullo sterno mi si era formata una piccola cicatrice che a distanza di qualche tempo è diventata gonfia e sporgente e assolutamente antiestetica. E' possibile eliminarla con il ricorso alla chirurgia plastica?
R. Le cicatrici sono dei segni permanenti che non possono essere eliminati con nessuna tecnica chirurgica, ma soltanto migliorate.
Le cicatrici cheloidee e quelle ipertrofiche possono essere migliorate sia mediante trattamenti medici che chirurgici (revisione della cicatrice).
In ogni caso, prima di ricorrere ad un intervento di revisione della cicatrice è necessario attendere circa un anno dall'evento che ne ha determinato l'origine per consentire alla cicatrice di raggiungere la sua conformazione definitiva.
Il trattamento chirurgico del cheloide, a cui si giunge di solito dopo una serie di tentativi con terapia medica, prevede l'escissione cosiddetta “intralesionale” della formazione, ossia senza la sua completa asportazione. Seguendo tale tecnica è stato visto che la probabilità, comunque sempre alta, che si riformi un cheloide delle stesse dimensioni si riduce.
Il trattamento chirurgico della cicatrice ipertrofica prevede, invece, l'escissione dell'intera cicatrice. Anche in questo caso, comunque, la probabilità che si riformi una cicatrice di qualità scadente è alta, essendo le caratteristiche soggettive della cute del paziente l'elemento determinante nell'insorgenza di cicatrici patologiche.
D. Ho sentito parlare di un trattamento chiamato dermopigmentazione cutanea per eliminare le cicatrici. Che cos'è e come funziona?
R. La dermopigmentazione cutanea è un trattamento usato in chirurgia estetica per pigmentare la cute e coprire le cicatrici soprattutto quelle formatesi in seguito ad interventi di mastectomia e di mastoplastica riduttiva. Questo trattamento consiste nell'effettuare una sorte di tatuaggio (pigmentazione) sulla cute interessata (ad esempio sull'areola del capezzolo) al fine di coprire le cicatrici o di ricostruire l'areola asportata con la mastectomia.
D. Esistono interventi chirurgici che non lasciano cicatrici?
R. No. Qualunque intervento chirurgico procura necessariamente delle cicatrici. Tutte le tecniche chirurgiche cercano di nascondere il più possibile il segno dell'incisione (ad es. nelle pieghe della pelle, all'interno del naso, dietro le orecchie, ecc.) ma, comunque, la cicatrice rimane sempre. Sarà cura del chirurgo plastico nasconderle e farle più piccole e invisibili possibile.