I Capillari

Capillari

I capillari sono sottili strutture vascolari venose, facilmente soggetti a traumi e rotture. Questo tipo di lesione venosa è chiamata teleangectasie.

Le teleangectasie appaiono rossastre se sono superficiali e bluastre se sono invece più profonde. Compaiono sulla superficie cutanea, prevalentemente negli arti inferiori e prevalentemente alle cosce e alle caviglie. Possono comunque comparire in altre zone del corpo come il viso e le braccia.

Cause delle teleangectasie

Le teleangectasie sono molto frequenti. Si può dire che quasi tutte le donne con più di 25 anni abbiano almeno una zona del corpo con teleangectasie di calibro più o meno piccolo.

Le cause sono molteplici:
  • 1. Ritenzione idrica: i liquidi in eccesso accumulati nei capillari rompono le pareti e trasformano il capillare stesso in una piccola varice.?
  • 2. Traumi: lesioni meccaniche anche leggere (massaggi energici, cerette..) che possono determinare la formazione della teleangectasia.?
  • 3. Disturbi ormonali: nel sesso femminile questa variazione ormonale provoca la formazione di lesioni venose superficiali principalmente durante le mestruazioni e in donne che assumono la pillola.
  • 4. Sbalzi termici
La luce pulsata ad alta intensità e il laser NeodimioYAG vengono impiegate con successo anche per il trattamento dei capillari rotti del viso (come la couperose) e del corpo (come le teleangectasie). La fototerapia si pone come un trattamento delicato, indolore e privo di rischi da danni termici, realizzabile in una, massimo sei, sedute di pochi minuti.

Indicazioni

Non tutti i fototipi possono sottoporsi al trattamento con laser NeodimioYAG e luce pulsata. Per i fototipi alti (IV-V) è obbligatoria la sclerotizzazione del capillare (trattamento chimico). Viene inoltre escluso dal trattamento anche il paziente che presenta macchie diffuse nella zona interessata (lentigini). Il trattamento inoltre non potrà essere realizzato su cute abbronzata.

Modalità del trattamento

La luce pulsata e il laser NDY agiscono entrambi secondo il principio di fototermolisi selettiva, cioè colpendo solamente il bersaglio cromatico impostato dall'operatore, l'emoglobina.
In questo caso, quindi, il bersaglio sarà la colorazione scura della vena che, attirando il fascio di luce, verrà immediatamente coagulato lasciando integri i tessuti circostanti.

 


 

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Professore Mario Dini - Primario di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva all'Università degli Studi di Firenze
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